Lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, dalla sua casa nel quartiere madrileno del Retiro, dove viveva da oltre settant’anni, è diventato uno dei simboli più dolorosi della crisi abitativa che sta attraversando la Spagna. Mercoledì mattina, nonostante le proteste di centinaia di persone radunate davanti al palazzo, la polizia ha eseguito l’ordine di sgombero, concedendo all’anziana solo trenta minuti per raccogliere gli oggetti essenziali. Maricarmen è stata portata via su una barella, accompagnata dai servizi sociali, mentre la folla urlava “Maricarmen, non sei sola!” e “Assassini!”.
Una scena che ha scosso l’opinione pubblica e ha spinto il governo centrale a criticare apertamente la decisione del tribunale. L’appartamento era stato acquistato dal fondo d’investimento Urbagestion, che aveva richiesto un forte aumento dell’affitto.
La sua avvocata, Beatriz Duro, ha denunciato che né i funzionari giudiziari né i rappresentanti del fondo hanno voluto sospendere lo sfratto, ignorando un ricorso pendente, le richieste umanitarie e persino l’offerta di un privato disposto a pagare integralmente il nuovo canone. Il fondo, tuttavia, ha rifiutato di firmare un nuovo contratto. “Ho vissuto qui per 71 anni e non voglio andarmene”, aveva detto Maricarmen alla vigilia dello sgombero, consapevole che la sua battaglia era diventata un caso nazionale.
Davanti all’edificio, la tensione è salita rapidamente: gli agenti hanno trascinato e sollevato i manifestanti, alcuni presi di peso per braccia e gambe, nel tentativo di liberare l’ingresso. Le immagini hanno alimentato un acceso dibattito sulla gestione della crisi abitativa e sul ruolo dei fondi immobiliari nelle grandi città.
La Spagna è profondamente divisa su come affrontare l’emergenza: il governo di sinistra spinge per maggiore protezione degli inquilini e limiti agli affitti, mentre la comunità autonoma di Madrid, guidata dalla conservatrice Isabel Díaz Ayuso, sostiene un approccio più orientato al mercato. Ayuso è inoltre coinvolta in un caso che ha ulteriormente infiammato gli animi: l’acquisto, tramite un’agenzia immobiliare pubblica, di un attico da 6,3 milioni di euro, che l’opposizione accusa di voler utilizzare come residenza personale, aggirando norme di trasparenza e spesa pubblica. Lei nega ogni irregolarità.





