La crisi abitativa torna al centro del dibattito politico in Spagna dopo una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e acceso manifestazioni in tutto il Paese. Il governo guidato da Pedro Sánchez ha infatti approvato un nuovo pacchetto di misure destinate a rafforzare la tutela degli inquilini, intervenendo su sfratti, contratti di affitto e locazioni turistiche.
L’iniziativa arriva a pochi giorni dalle proteste scatenate dall’allontanamento forzato di un’anziana residente da un appartamento di Madrid in cui viveva da decenni. La protagonista della vicenda è María del Carmen Abascal, conosciuta da tutti come Maricarmen, un’ottantasettenne con problemi di mobilità che utilizzava una sedia a rotelle. Le immagini della donna accompagnata fuori dall’abitazione dagli agenti e successivamente trasferita in ambulanza hanno fatto il giro dei social network, trasformandosi in un simbolo delle difficoltà che molti cittadini spagnoli incontrano nel mercato immobiliare.
Secondo le ricostruzioni diffuse dalla stampa locale, la famiglia di Maricarmen viveva nell’appartamento situato nel quartiere madrileno di Retiro fin dagli anni Cinquanta. Dopo la morte dei genitori, la donna aveva mantenuto il contratto di locazione. La situazione si è però complicata quando l’immobile è stato acquistato da una società immobiliare che ha avviato una lunga controversia legale durata anni e culminata con il tentativo di sfratto.
L’impatto emotivo della vicenda è stato immediato. Migliaia di persone sono scese in piazza a Madrid per chiedere maggiori tutele per gli affittuari e politiche più incisive contro l’aumento dei prezzi delle abitazioni. Le proteste si sono protratte per diversi giorni e hanno coinvolto persone di età e provenienze diverse, dalle famiglie ai pensionati fino ai giovani che faticano a trovare alloggi accessibili.
Sulla scia della mobilitazione, l’esecutivo ha annunciato una serie di interventi che comprendono il divieto degli sfratti fino al 2030 in determinate situazioni di vulnerabilità, una proroga di due anni per i contratti esistenti e regole più rigide per gli affitti turistici di breve durata. L’obiettivo dichiarato è contenere la pressione speculativa che, secondo molte associazioni, sta contribuendo alla riduzione dell’offerta abitativa per i residenti.





