Il vasto incendio boschivo che ha colpito la regione di Bordeaux, nel sud‑ovest della Francia, ha portato alla luce un inquietante retaggio della Seconda Guerra Mondiale: centinaia di proiettili e munizioni dimenticate nel villaggio di Le Porge, una delle aree più devastate dal rogo. Dopo giorni di operazioni di sminamento, gli abitanti sono potuti rientrare nelle loro case lunedì. Secondo la prefettura e i servizi di emergenza, sono stati recuperati circa 400 proiettili e pezzi di munizioni, principalmente mortaio e alcuni proiettili anticarro ad alto potenziale esplosivo, di origine sia francese che tedesca.
Le fiamme hanno distrutto oltre 180 abitazioni, lasciando dietro di sé un paesaggio carbonizzato in cui gli ordigni, resi instabili dal calore, giacevano a pochi centimetri dalla superficie. Durante l’incendio, numerose esplosioni sono state udite nella notte. Il comandante dei vigili del fuoco Thomas Mimiague ha spiegato che è probabile che molte di quelle deflagrazioni fossero causate proprio dai proiettili riscaldati dalle fiamme. Le autorità hanno delimitato diversi perimetri di sicurezza, con cartelli che segnalavano “pericolo di morte assoluto”, mentre i team di sminatori hanno lavorato per giorni per mettere in sicurezza i terreni.
Le operazioni si sono concentrate prima sugli ordigni in superficie, per consentire il rientro degli abitanti, mentre la ricerca di eventuali proiettili sepolti proseguirà nei prossimi giorni. Secondo Mimiague, la presenza delle munizioni potrebbe essere dovuta a un semplice abbandono post‑bellico, non a un deposito ufficiale. La regione di Bordeaux è stata colpita da numerosi incendi dall’inizio dell’estate, inclusa una delle peggiori catastrofi dal 1949, che ha bruciato oltre 99.000 acri in dieci giorni.





