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Vladimir Putin, Presidente Russia

Mosca apre ai negoziati, ma la guerra si allarga nel Mar Nero. L’Italia aderisce al progetto antibalistico Freya

Colpite quattro navi dirette in Ucraina, Kiev denuncia 124 attacchi in un mese contro porti e mercantili. Sette morti su una spiaggia russa. Allarme sulle esportazioni agricole
martedì, 4 Agosto 2026
2 minuti di lettura

La Russia si dice pronta a riprendere i negoziati con l’Ucraina, mentre sul terreno e nel Mar Nero prosegue l’escalation. Il viceministro degli Esteri Mikhail Galuzin ha dichiarato ieri che Mosca è disponibile a esaminare “proposte costruttive”, comprese quelle sui possibili formati dei contatti. L’ultimo ciclo di colloqui si è svolto a febbraio a Ginevra, con la partecipazione degli Stati Uniti. Kiev accusa però il Cremlino di voler guadagnare tempo.

Volodymyr Zelensky ha annunciato che l’Ucraina intensificherà in autunno la pressione militare e sanzionatoria affinché Vladimir Putin “non abbia altra alternativa se non la pace”. Sul terreno, il bilancio degli attacchi da entrambe le parti continua a crescere. Nella località russa di Gelendzhik, sul Mar Nero, un drone è precipitato su una spiaggia affollata: la Tass ha riferito sette morti, mentre il governatore del Krasnodar aveva parlato di sei vittime, tre delle quali minorenni, e di circa quaranta feriti. Le autorità russe accusano Kiev di avere deliberatamente preso di mira i civili; l’Ucraina non ha commentato.

Mosca ha inoltre affermato di avere abbattuto nella notte 131 droni in diverse regioni russe e sulla Crimea. In Ucraina, otto bombe plananti russe hanno colpito Zaporizhzhia, uccidendo una donna di 71 anni e ferendo 31 persone, tra cui una sedicenne. Altre tre persone sono morte in un attacco contro un’area di servizio nella regione di Dnipropetrovsk. A Kharkiv, un raid del primo agosto ha invece distrutto il centro logistico della casa editrice Ranok: secondo il direttore Viktor Kruglov sono andati perduti otto milioni di volumi, compresi numerosi testi scolastici.

Allarme sul grano

Il confronto si estende sempre più alle rotte commerciali del Mar Nero. Il ministero della Difesa russo ha rivendicato di avere colpito quattro navi che, secondo Mosca, trasportavano materiali destinati alle forze armate ucraine: tre nel Mar Nero e una nel porto di Mykolaiv. Kiev denuncia tuttavia un’offensiva molto più ampia contro il traffico marittimo: nel solo mese di luglio la Russia avrebbe condotto 124 attacchi, 67 contro strutture portuali, 35 contro navi civili attraccate nei porti e 22 contro imbarcazioni in transito nel corridoio marittimo ucraino.

L’escalation minaccia anche le esportazioni agricole. Il ministro ucraino dell’Agricoltura Taras Vysotsky ha avvertito che un blocco prolungato dei porti di Odessa potrebbe provocare un aumento dei prezzi alimentari globali fino al 25%. Dalla regione del Mar Nero, ha ricordato, proviene circa il 30% del grano mondiale destinato soprattutto a Nord Africa, Medio Oriente e Sud-est asiatico. Anche Mosca, primo esportatore mondiale di cereali, ha annunciato nuove misure per proteggere le navi nel Mar d’Azov e nel Mar Nero e sviluppare rotte alternative.

Italia, tensioni con Mosca

L’Italia è coinvolta direttamente sia nei nuovi progetti di difesa europea sia nel confronto con Mosca. Zelensky ha rilanciato Freya, il futuro sistema antibalistico ucraino che dovrebbe integrare missili e lanciatori prodotti da Kiev con radar e sensori europei. Alla coalizione partecipano dieci Paesi, tra cui l’Italia, e dodici aziende. Il presidente ucraino ha inoltre nominato Rustem Umerov capo del Servizio di intelligence estero, affidandogli anche il coordinamento degli accordi internazionali sui droni. Sul piano diplomatico resta alta la tensione dopo l’attentato contro un ristorante italiano a Mosca, costato la vita a cinque persone e diretto, secondo le ricostruzioni russe, contro il generale Aleksandr Chaiko.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito una “balla colossale” l’accusa secondo cui l’azione sarebbe stata un’intimidazione ucraina rivolta agli italiani: “Semmai potrebbero essere i russi a intimidire gli italiani, visto che noi sosteniamo l’Ucraina”. La Marina italiana ha intanto partecipato, nell’ambito della missione europea Eunavfor Med Irini, all’abbordaggio della petroliera Toa Payoh, sottoposta a sanzioni Ue e indicata come appartenente alla “flotta ombra” utilizzata dalla Russia per aggirare le restrizioni sulle esportazioni di petrolio.

L’operazione, condotta a ovest di Pantelleria dalla nave italiana Thaon di Revel, ha verificato la nazionalità e la validità della bandiera camerunense dichiarata dalla petroliera. Dopo una iniziale mancata collaborazione del comandante, una squadra di militari è salita a bordo da un elicottero; la nave non è stata sequestrata. Mosca ha reagito minacciando “gravi conseguenze” contro i Paesi europei coinvolti nel fermo e nel controllo delle petroliere russe, operazioni che il Cremlino definisce atti di “pirateria”.

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