Nella prima metà del 2026, l’Africa del venture capital ha cambiato volto. Secondo i nuovi dati di Africa, The Big Deal, l’Egitto è diventato la principale destinazione africana per i finanziamenti alle startup, con 327 milioni di dollari raccolti tra capitale di rischio e debito. Seguono Nigeria (254 milioni), Kenya (126 milioni) e Sudafrica (83 milioni). Il dato egiziano è il più alto mai registrato, mentre la Nigeria supera per la prima volta dal 2022 la soglia dei 250 milioni. Tuttavia, la fotografia cambia se si considera il peso di Spiro, società panafricana di mobilità ed energia pulita che da sola ha raccolto 327 milioni di dollari — esattamente quanto l’intero Egitto.
Spiro, originariamente associata al Benin, ha trasferito la sede operativa a Nairobi e la holding a Dubai, venendo classificata come impresa panafricana. I quattro grandi hub — Egitto, Nigeria, Kenya e Sudafrica — restano dominanti. Insieme rappresentano il 58% dei finanziamenti complessivi, ma escludendo il debito la Nigeria balza al primo posto con 214 milioni, davanti ai 183 milioni dell’Egitto. Parallelamente emergono nuovi poli: Tanzania, Costa d’Avorio e Marocco superano ciascuno i 25 milioni di dollari. L’Africa francofona e il Nord Africa iniziano a ritagliarsi spazi significativi. Sul fronte dell’attività, la Nigeria riconquista il primato per numero di aziende che hanno raccolto almeno 100.000 dollari, seguita da Egitto e Kenya. Anche Marocco, Tanzania e Ghana registrano almeno dieci startup sopra i 100.000 dollari, ma il Ghana resta indietro in termini di capitale totale.
Negli ultimi quattro anni, Egitto e Nigeria hanno mostrato la maggiore stabilità. L’Egitto raggiunge una quota record del 27% dei finanziamenti africani, mentre la Nigeria mantiene livelli costanti dal 2022. Il Kenya vive una fase altalenante, con un 2026 debole dopo un 2025 brillante. Il Sudafrica, invece, registra la caduta più brusca: da leader continentale nel 2025 a meno di 100 milioni nel 2026.





