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Irlanda del Nord, via libera alla controversa parata protestante: l’Alta Corte revoca il divieto

domenica, 27 Settembre 2026
2 minuti di lettura

L’Alta Corte dell’Irlanda del Nord ha autorizzato lo svolgimento di una controversa parata protestante attraverso un quartiere cattolico di Portadown, annullando un precedente stop temporaneo e riaccendendo tensioni che affondano le radici in uno dei capitoli più delicati della storia recente della regione. La decisione è arrivata nelle prime ore di domenica, dopo che la Corte d’Appello aveva già annullato l’ingiunzione concessa il giorno precedente ad alcuni residenti contrari al passaggio del corteo.

L’ultimo ricorso presentato dagli abitanti dell’area di Garvaghy Road è stato quindi respinto, consentendo all’Ordine di Orange di percorrere una strada che per quasi trent’anni era rimasta esclusa dalle manifestazioni. La vicenda riguarda uno dei percorsi più simbolici e controversi dell’Irlanda del Nord. Garvaghy Road è infatti un’enclave cattolica situata all’interno della cittadina prevalentemente protestante di Portadown. Per decenni le marce annuali dell’Ordine di Orange attraverso questa zona hanno provocato forti tensioni e violenti disordini tra le comunità unionista e nazionalista.

Le origini del conflitto

La situazione aveva raggiunto livelli particolarmente critici negli anni Novanta, contribuendo a trasformare il caso in uno dei principali punti di attrito durante il conflitto nordirlandese conosciuto come “The Troubles”. Nel 1998, lo stesso anno della firma dello storico Accordo del Venerdì Santo che pose fine a gran parte delle violenze, il percorso venne vietato dalle autorità.

Le condizioni della manifestazione

Nei giorni scorsi la Commissione per le Parate aveva inizialmente mantenuto il divieto, ma una sentenza dell’Alta Corte emessa ad agosto aveva annullato quella decisione per un errore procedurale. Successivamente la commissione ha autorizzato il corteo imponendo però condizioni molto rigide. La manifestazione dovrà infatti svolgersi con un numero ridotto di partecipanti, limitato a trentacinque persone, senza bande musicali e senza sostenitori al seguito. Anche gli orari sono stati rigidamente regolamentati, con l’obbligo di concludere l’evento entro la mattinata.

Le reazioni politiche

La decisione giudiziaria ha suscitato immediate reazioni politiche. Nelle prime ore di domenica numerosi residenti si sono radunati lungo Garvaghy Road per protestare contro il passaggio della parata. Tra i presenti figuravano anche esponenti di primo piano del nazionalismo irlandese, tra cui il Primo ministro nordirlandese Michelle O’Neill e la leader dello Sinn Féin Mary Lou McDonald. Dal fronte unionista, invece, diversi rappresentanti politici hanno accolto con favore il pronunciamento dei tribunali, sostenendo che la decisione debba essere rispettata e che il corteo debba poter attraversare l’area secondo le condizioni stabilite dalle autorità.

L’episodio dimostra come, a quasi tre decenni dall’Accordo del Venerdì Santo, alcune questioni identitarie e simboliche continuino a rappresentare temi estremamente sensibili nella società nordirlandese. Sebbene il contesto odierno sia molto diverso rispetto agli anni del conflitto, le dispute legate alle parate e alle appartenenze comunitarie restano capaci di mobilitare migliaia di persone e di alimentare accesi dibattiti politici. Le autorità di sicurezza monitorano attentamente la situazione per evitare incidenti e garantire che la manifestazione si svolga in modo pacifico, in una zona che per lungo tempo è stata considerata uno dei principali punti sensibili delle relazioni tra cattolici e protestanti nell’Irlanda del Nord.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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