In un incontro storico a Cardiff, i leader dei principali partiti nazionalisti di Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno firmato un accordo congiunto che rivendica il diritto delle loro nazioni alla “autodeterminazione”. È la prima volta che le forze indipendentiste delle tre regioni si riuniscono per affermare una visione comune sul futuro costituzionale del Regno Unito.
Il documento, firmato da John Swinney (SNP), Michelle O’Neill (Sinn Féin) e Rhun ap Iorwerth (Plaid Cymru), dichiara che “nessun governo di Westminster ha il diritto di bloccare la democrazia o di negare ai nostri popoli la possibilità di decidere il proprio futuro”. Secondo Laura McAllister, docente di Cardiff University, il linguaggio dell’accordo è “deliberatamente costituzionale”, pensato per unire le tre nazioni sotto il principio del diritto internazionale all’autodeterminazione.
Il memorandum sottolinea che “per la prima volta, le isole britanniche hanno tre primi ministri impegnati nell’indipendenza dal Regno Unito” e che “il futuro delle nostre nazioni appartiene all’Unione Europea”. L’iniziativa arriva in un momento di crescente tensione con Londra. Il primo ministro britannico Andy Burnham ha ribadito che nessun referendum su indipendenza o riunificazione è previsto: “Non c’è sostegno pubblico sufficiente, quindi non ci sarà alcuna consultazione.”
La posizione di Burnham contrasta con le parole del presidente Donald Trump, che durante una visita in Irlanda ha definito la prospettiva di un’Irlanda unita “fantastica”, aggiungendo che “il Regno Unito avrà qualcosa da dire, ma sarebbe una grande cosa”.
Dal punto di vista legale, il Regno Unito resta una unione di quattro nazioni con sistemi giuridici distinti e poteri devoluti. Tuttavia, nessuna di esse può uscire unilateralmente dall’unione: la Scozia ha potuto votare nel 2014 solo con l’autorizzazione di Westminster, mentre il Galles non dispone di alcun meccanismo autonomo per indire un referendum. L’Irlanda del Nord, invece, può farlo solo se il segretario britannico ritiene “probabile” una maggioranza favorevole alla riunificazione, come stabilito dagli Accordi del Venerdì Santo. I sondaggi mostrano un sostegno crescente ma non maggioritario: 47% per l’indipendenza scozzese, 36% per la riunificazione irlandese e 32% per l’indipendenza gallese.





