Prosegue senza soluzione il confronto tra l’Ordine di Orange e i residenti che si oppongono al passaggio della tradizionale parata protestante attraverso un quartiere cattolico di Portadown, in Irlanda del Nord. Dopo due giorni di stallo e colloqui separati con il ministro britannico per l’Irlanda del Nord, Chris Bryant, le parti non hanno ancora trovato un compromesso.
La tensione è iniziata domenica quando circa duemila manifestanti hanno bloccato il percorso previsto della marcia lungo la Garvaghy Road. Tra i partecipanti alla protesta figurava anche la prima ministra nordirlandese Michelle O’Neill. Da allora la situazione è rimasta congelata, con la polizia schierata tra i due schieramenti e nessuna delle parti disposta ad arretrare.
Bryant ha incontrato separatamente rappresentanti dell’Ordine di Orange, dei residenti e dei principali partiti politici nel tentativo di evitare un’escalation. Al termine delle consultazioni il ministro ha lasciato intendere che una possibile soluzione potrebbe essere all’orizzonte, pur riconoscendo che i dettagli di un eventuale accordo restano ancora poco definiti. L’Ordine di Orange ha definito “costruttivo” il confronto con il governo britannico, mentre la Coalizione dei Residenti di Garvaghy Road ha insistito sulla necessità di coinvolgere un mediatore internazionale indipendente per affrontare una controversia che continua a dividere profondamente la comunità locale.
La disputa è riesplosa dopo la decisione delle autorità di autorizzare nuovamente la parata verso il vicino villaggio di Drumcree, ponendo fine a un divieto durato quasi trent’anni. Negli anni Novanta proprio questa marcia era diventata uno dei simboli delle tensioni settarie che precedettero l’Accordo del Venerdì Santo del 1998.
Anche nella giornata di lunedì alcuni membri dell’Ordine di Orange, riconoscibili dalle tradizionali fasce arancioni e dai cappelli a bombetta, sono rimasti all’inizio del percorso autorizzato. In più occasioni si sono avvicinati alle linee di polizia chiedendo di poter proseguire, ricevendo però la risposta che le condizioni di sicurezza non consentivano lo svolgimento della manifestazione. Sul lato opposto, i residenti contrari alla marcia hanno mantenuto il presidio lungo la Garvaghy Road.





