Il governo britannico ha deciso di vietare la controversa parata dell’Orange Order lungo la Garvaghy Road di Portadown, in Irlanda del Nord, mettendo fine a quasi due settimane di stallo tra i membri dell’ordine protestante e i residenti nazionalisti della zona.
La decisione è stata annunciata dal segretario di Stato per l’Irlanda del Nord, Chris Bryant, dopo un parere della polizia secondo cui consentire la marcia avrebbe richiesto un massiccio intervento di ordine pubblico, con il rischio di gravi disordini e possibili ripercussioni in tutto il territorio nordirlandese.
La vicenda era iniziata il 27 settembre, quando la Parades Commission aveva autorizzato la sfilata imponendo alcune restrizioni. Tuttavia centinaia di manifestanti avevano bloccato la Garvaghy Road impedendo il passaggio del corteo. Da allora la situazione era rimasta congelata, con presidi permanenti dei residenti e ripetuti tentativi degli Orangemen di percorrere il tragitto prima di essere fermati dalla polizia.
Il capo della polizia nordirlandese, Jon Boutcher, ha sostenuto che tutte le opzioni legali e proporzionate per permettere lo svolgimento della parata erano ormai esaurite. «Un’operazione di forza», ha aggiunto, «avrebbe potuto compromettere la fiducia nelle istituzioni, nell’esecutivo regionale e perfino nel processo di pace».
La decisione è stata accolta con favore dai partiti nazionalisti Sinn Féin e SDLP. Sulla Garvaghy Road si sono registrate scene di esultanza, con molti residenti che hanno parlato di un grande sollievo dopo giorni di forte tensione. Di segno opposto le reazioni unioniste. Il distretto di Portadown dell’Orange Order ha accusato il governo di aver ceduto alle pressioni dei manifestanti, mentre il leader del DUP Gavin Robinson ha affermato che una decisione legale è stata di fatto annullata dall’impossibilità di farla rispettare sul terreno.
La disputa di Drumcree rappresenta uno dei simboli più delicati delle divisioni nordirlandesi. Negli anni Novanta il confronto sulle parate aveva provocato proteste, blocchi stradali e violenze, spingendo alla creazione della Parades Commission nel 1998 per gestire le manifestazioni più controverse.





