L’ex ministra britannica Ann Widdecombe, figura di spicco di Reform UK, è stata uccisa l’8 luglio nella sua casa nel sud‑ovest dell’Inghilterra da un uomo che, secondo i pubblici ministeri, l’ha colpita 21 volte alla testa con un martello mentre stava pranzando. La politica, 78 anni, è stata trovata morta il giorno successivo dalla sua assistente personale, che aveva chiesto a un giardiniere di controllare l’abitazione dopo che Widdecombe non si era presentata a un’intervista televisiva programmata. Martedì, al tribunale di Westminster, è comparso Joshua Kerry, 28 anni, cittadino britannico di Rotherham, accusato di omicidio. In una successiva udienza all’Old Bailey, è stato posto in custodia cautelare fino a ottobre.
Secondo il pubblico ministero Kashif Malik, una telecamera di sicurezza interna ha ripreso l’intero attacco. Le immagini mostrerebbero Kerry entrare in casa mentre Widdecombe pranzava e rivolgerle una domanda confusa: “Non credo che tu abbia carte di credito e documenti d’identità?”. Indossando guanti neri e tenendo il martello nascosto lungo il fianco, l’uomo l’avrebbe poi colpita ripetutamente, facendola cadere dalla sedia, prima di prendere il portafoglio e lasciare l’abitazione dopo circa due minuti. La polizia ritiene che Widdecombe sia stata presa di mira, anche se il movente resta oggetto di indagine.
I procuratori hanno confermato che è in corso una valutazione per possibili reati di terrorismo, una procedura standard quando un attacco appare premeditato o motivato da ideologie estremiste. Widdecombe era nota per le sue posizioni socialmente conservatrici, prima come sottosegretaria nel governo di John Major e poi come portavoce per l’immigrazione e la giustizia di Reform UK. Dopo aver lasciato il Parlamento nel 2010, era diventata una presenza mediatica, partecipando anche a Strictly Come Dancing.





