Il presidente argentino Javier Milei ha riportato la questione delle Malvinas/Falkland al cuore del dibattito globale, ribadendo davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che la sovranità sull’arcipelago rappresenta “una causa nazionale” e accusando l’ONU di non essere stata in grado di far rispettare le proprie risoluzioni.
Un intervento duro, che arriva in un momento di tensioni crescenti con Londra e di critiche interne sulla linea del governo verso il Regno Unito. Milei, alleato politico del presidente statunitense Donald Trump, ha chiesto al Regno Unito di riprendere i negoziati per una soluzione pacifica della disputa, sostenendo che la questione non riguarda solo Buenos Aires e Londra, ma anche la credibilità dell’ONU nel far rispettare le norme internazionali.
“L’Argentina non resterà seduta ad aspettare che la comunità internazionale rispetti il proprio mandato”, ha dichiarato, attaccando frontalmente l’organizzazione, definita “inutile” e popolata da “parassiti arroganti mascherati da burocrati benintenzionati”. Il conflitto diplomatico si è intensificato nelle ultime settimane. Milei, criticato per la sua ammirazione verso Margaret Thatcher, ha adottato una linea più assertiva: ha promesso misure per bloccare un progetto petrolifero vicino alle isole controllate dal Regno Unito e ha elogiato Trump per aver dichiarato che Washington potrebbe rivedere la sua posizione neutrale sulla sovranità dell’arcipelago.Il governo argentino ha inoltre presentato un ampio disegno di legge sulla sicurezza, che prevede sanzioni più severe per le aziende che sfruttano risorse attorno alle isole senza autorizzazione argentina, la creazione di un Consiglio di sicurezza nazionale presieduto da Milei e un ruolo più ampio per le forze armate nella protezione delle infrastrutture critiche.
Sul fronte britannico, il primo ministro Andy Burnham ha risposto con fermezza durante la stessa settimana diplomatica a New York: “Difenderemo il diritto degli abitanti delle Falkland all’autodeterminazione e a rimanere britannici”, ha dichiarato dopo un incontro con Trump.





