Il presidente Donald Trump ha dichiarato che i Mondiali di calcio dovrebbero “tornare immediatamente negli Stati Uniti”, annunciando l’intenzione di chiedere al presidente della FIFA, Gianni Infantino, di organizzare un nuovo torneo durante la sua presidenza. In un’intervista pre‑partita a Fox Sports, Trump ha affermato di avere “un’ottima idea” per Infantino: riportare i Mondiali in America, nonostante i diritti di organizzazione per le prossime due edizioni siano già stati assegnati. Il Mondiale 2030 si terrà in Marocco, Portogallo e Spagna, con partite inaugurali in Argentina, Paraguay e Uruguay per celebrare il centenario del torneo; quello del 2034 sarà ospitato dall’Arabia Saudita.
Secondo il regolamento FIFA, i Paesi appartenenti alle confederazioni che hanno ospitato le due edizioni precedenti non possono candidarsi per la successiva, il che rende gli Stati Uniti non idonei fino al 2038. Trump, che assisterà alla finale tra Argentina e Spagna e consegnerà il trofeo alla squadra vincitrice, ha sottolineato la “forte domanda” per il torneo, con stadi “stracolmi” di tifosi.
La prima edizione con 48 squadre, disputata in 16 città tra Stati Uniti, Messico e Canada, ha registrato un’affluenza record di 6,6 milioni di spettatori, superiore alle due precedenti edizioni messe insieme. “In base a questi numeri, lo richiederemo immediatamente”, ha dichiarato Trump, riconoscendo che una simile decisione provocherebbe “shock” e “rabbia”. “Dobbiamo rifarlo, e dobbiamo rifarlo finché ci sarò io. Hai capito, Gianni?”. Il rapporto tra Trump e Infantino è stato spesso controverso, tra elogi reciproci e tensioni diplomatiche. La proposta arriva in un contesto già complesso: il torneo è stato segnato da problemi con i visti, prezzi dei biglietti alle stelle e dalla guerra in corso con l’Iran, nazione partecipante.





