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Vecchio ruolo o nuovi protagonismi per gli intellettuali?

venerdì, 10 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Non c’è più la necessità della figura dell’intellettuale: la società non sente più il bisogno di appoggiarsi a qualcuno che te la racconti”. Lo dice a chiare lettere e con convinta energia Pietrangelo Buttafuoco, un punto di riferimento, si direbbe, tra gli intellettuali di destra, e dispiace che proprio lui dichiari superata la figura dell’intellettuale perchè dopo lunghi decenni di egemonia culturale della sinistra, personalmente avvertivo il bisogno di restituire luce e megafono a volti e voci non allineate al pensiero unico conformista. Servirebbe incoraggiare, se non riprendere, un principio di terzietà della classe intellettuale rispetto alla classe dirigente.

Ma siamo in tempi difficili, dominati dalla complessità dal “disorientamento“, rispetto ai quali l’unico intellettuale ascoltato e che grazie a Dio non conosce periodi di stanca, il Santo Padre, propone il “discernimento“. E chiaramente siamo d’accordo quando prendendosi cura di ciascuno di noi ci invita a riflettere sulla Magnifica Humanitas dandoci in premessa delle chiavi di lettura. E allora da qui voglio partire per una mia riflessione. La società digitale, la rete, i social portano alla disintermediazione dei contenuti e i mercati di beni e servizi come i mercati delle idee sono in continua evoluzione, disarticolazione e a volte conoscono anche periodi di regressione, non neghiamolo.

Quando il commercio elettronico brucia, danneggia e chiude il negozio storico e di vicinato commette un danno sociale durissimo alla comunità del piccolo/grande centro; analogamente funziona il mercato delle idee mandando in crisi se non in soffitta il maitre à penser, l’editorialista, lo studioso. Ci si disorienta persino di fronte a una partita di pallone. Tutti gli Italiani, non solo al bar diventano allenatori di pallone… e così è stato per comprendere il virus del Covid, e forse torneremo a farlo pure per la politica. È la partecipazione. È un prezzo della democrazia che dobbiamo pagare.

Dove a volte per entusiasmo il principio di 1 vale 1 provoca danni più di quanti possa risolvere, dando parola e palco a personaggi in cerca d’autore e a volte pure pericolosi ignoranti. Ma il raccordo tra offerta e domanda di idee che parlino di futuro ci vuole e richiede regole che, se disattese, come in questa stagione delle democrazie, rischiano di far saltare il tavolo. L’accesso al palco, il diritto di tribuna dovrebbe essere condizionato a una verifica almeno scientifica condivisa della proposta. E Carlo Cottarelli aggiunge e spiega proprio in questi giorni che proposte di spesa pubblica andrebbero sostenute in presenza di chiari indirizzi di risorse individuate a tale scopo.

Altrimenti il sistema non sta in piedi. Abbiamo bisogno caro Pietrangelo di chi ce le spiega le cose e abbiamo bisogno di chi produce nel Paese scuole di pensiero critico, dialettica e spirito critico che sono i fondamenti dello sviluppo integrale della persona umana. Abbiamo bisogno di Te, pensatore laico. E da parte nostra come Chiesa in cammino, come laici attivi ci sentiamo protagonisti di partecipare con rinnovata prudenza ispirata alla Testimonianza al dibattito. Non si vive di solo Pane della Terra…

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