Dopo il vertice Nato di Ankara e l’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, il Cremlino ha accusato la Casa Bianca di “malintesi” e ha avvertito che la pressione militare allontana la pace. “Pensare che attraverso l’escalation e la pressione militare si possa favorire il ritorno a un percorso di risoluzione pacifica è un giudizio errato”, ha detto il portavoce Dmitry Peskov. Mosca ha reagito anche all’ipotesi, evocata da Trump, di chiudere lo spazio aereo ucraino come garanzia di sicurezza. Per Peskov sarebbe “un intervento delle forze armate dei Paesi Nato sul territorio dell’Ucraina”, cioè proprio ciò contro cui, secondo il Cremlino, la Russia conduce la sua “operazione militare speciale”. Il portavoce ha inoltre avvertito che nuovi attacchi ucraini contro infrastrutture russe costringerebbero Mosca ad ampliare la “zona cuscinetto” lungo il confine.
Putin non cerca il compromesso
Secondo Reuters, tre fonti vicine al Cremlino indicano una “elevata probabilità” che Vladimir Putin punti a intensificare la guerra nei prossimi mesi. Il Presidente russo respingerebbe gli appelli al negoziato e i raid ucraini contro raffinerie e porti ne avrebbero rafforzato la determinazione. Putin si sarebbe inoltre “irrigidito” sull’obiettivo di conquistare il resto del Donbass e avrebbe rimproverato consiglieri favorevoli a un cessate il fuoco lungo l’attuale fronte. Ufficialmente, il Cremlino continua a dirsi pronto a una soluzione negoziata, ma “con capacità sufficienti per agire in modo indipendente e proseguire l’operazione militare speciale”. Da Kiev, un alto funzionario afferma invece che l’intelligence ucraina vede Mosca prepararsi a nuove mosse belliche, anche oltre l’Ucraina.
Produzione Patriot
Dopo il via libera americano alla licenza per produrre sistemi Patriot in Ucraina, esperti citati da Rbc-Ukraine avvertono che il nodo non sarà solo tecnologico, ma industriale: avviare un ciclo produttivo completo potrebbe richiedere da 12 mesi a tre anni. Alcuni analisti ritengono che i primi missili prodotti in Ucraina non arriverebbero prima del 2029, per la complessità delle componenti, i controlli statunitensi sulle tecnologie, le catene di fornitura già sovraccariche e la formazione del personale. Kiev punta intanto ad ampliare il vantaggio tecnologico al fronte. Il ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, ha riferito che a giugno i sistemi robotici terrestri hanno completato oltre 16.600 missioni logistiche e di evacuazione, il 18,6% in più rispetto a maggio. Per il 2026 l’Ucraina ha già firmato contratti per oltre 22mila sistemi.
Kiev colpisce petrolio russo
Sul terreno, Kiev rivendica nuovi attacchi a lungo raggio contro il settore energetico russo. Zelensky ha parlato di “sanzioni a lungo raggio”: negli ultimi giorni, ha detto, le forze ucraine hanno colpito depositi petroliferi a Stavropol e Tver, un impianto di stoccaggio di carburante a circa 800 chilometri dal fronte, una stazione di pompaggio a Ufa, quasi 1.500 chilometri dal confine ucraino, e un terminal nella regione di Rostov.
Kiev ha inoltre riferito di avere colpito nella notte 12 petroliere russe, un rimorchiatore e una nave da carico nel Mar d’Azov, usati secondo lo Stato maggiore per rifornire le truppe russe e finanziare la guerra attraverso l’export energetico. Mosca ha dichiarato di avere intercettato 73 droni ucraini in una ventina di regioni. Autorità locali russe hanno segnalato incendi vicino a Stavropol, al terminal petrolifero di Tver e su due petroliere nella baia di Taganrog. Il ministero delle Finanze russo ha intanto comunicato che nel primo semestre le entrate da petrolio e gas sono scese a 3.661 miliardi di rubli, circa 42,2 miliardi di euro: il 22,7% in meno su base annua, soprattutto per il calo dei prezzi del petrolio.
Tensioni sul reclutamento
Cresce anche la tensione sulla mobilitazione in Ucraina. A Leopoli le autorità hanno aperto due procedimenti penali dopo gli scontri seguiti all’arruolamento di un giovane fermato per strada perché, secondo il centro regionale di reclutamento, non in regola con la registrazione militare. Una folla ha danneggiato e ribaltato il veicolo dei militari; la polizia indaga anche sull’aggressione a un agente. Il sindaco Andriï Sadovy ha parlato di episodio “assolutamente spaventoso”, mentre Kyrylo Budanov ha chiesto una risposta “adeguata”. Nelle ultime 24 ore Kiev ha riferito di sette civili uccisi dai raid russi: quattro nel Donetsk e tre nel Kherson, tra cui un 72enne colpito da un drone ad Antonivka. In Crimea, il governatore filorusso Serghei Aksyonov ha denunciato un civile morto in un attacco di droni ucraini a Dzhankoi.





