L’Europa resta sotto pressione per il caldo, ma il baricentro dell’ondata si sposta verso Est. Germania, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria hanno toccato temperature oltre i 40 gradi, mentre l’Italia affronta la fase più pesante dell’afa prima del cambio di scenario annunciato dai meteorologi: temporali, grandine e raffiche di vento possono raggiungere il Nord già tra oggi e domani. La mappa del caldo coinvolge ancora una parte molto ampia del continente. Più di 191 milioni di persone si trovano esposte a temperature di almeno 35 gradi, con allerte per caldo estremo in diverse aree. Ieri, ha riferito Afp, almeno 130 milioni di europei, concentrati soprattutto nelle zone centrali e orientali, hanno affrontato valori superiori ai 35 gradi. Le massime oltre i 30 gradi hanno interessato oltre 269 milioni di persone, dopo gli oltre 380 milioni di domenica.
In Italia il ministero della Salute ha segnalato ieri 22 città da bollino rosso, il livello massimo di rischio per la popolazione. L’elenco ha attraversato il Paese da Nord a Sud: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.
Proprio a Genova si registrano i primi due decessi negli ospedali cittadini legati all’ondata di caldo che da giorni colpisce l’Italia. Secondo quanto comunicato dall’Azienda ospedaliera metropolitana, si tratta di un uomo di 86 anni ricoverato da due giorni al policlinico San Martino e di una donna di 79 anni arrivata già in arresto cardiaco nello stesso pronto soccorso.
Pressione termica
Ma la pressione termica non si ferma. Oggi e domani le città in massima allerta sono 25. Cagliari, Catania e Trieste passano dal bollino arancione al rosso, mentre Reggio Calabria sale dal giallo all’arancione. Tra i centri monitorati soltanto Messina resta in giallo. Le condizioni più critiche arrivano con temperature elevate per più giorni, umidità, irraggiamento solare e scarsa ventilazione: un insieme che aumenta il rischio per anziani, bambini e persone fragili. Il caldo, però, prepara anche il terreno alla rottura temporalesca. Meteo.it avvisa che oggi e domani il rischio di supercelle e grandine diventa elevato. Dopo giorni con temperature anomale, l’arrivo di aria più fresca in quota incontra una massa caldo-umida vicina al suolo. Da questo contrasto possono nascere fenomeni intensi, con grandinate, nubifragi e downburst, cioè raffiche lineari fino a 100 chilometri orari.
La prima fase riguarda Alpi, Prealpi e pianure vicine del Nord, dove i temporali pre-frontali possono formarsi prima dell’arrivo del fronte freddo. La giornata più delicata resta domani, con il passaggio del fronte temporalesco e precipitazioni anche abbondanti. Occhi puntati prima su Alpi e Prealpi, poi sulle pianure di Piemonte e Lombardia, con attenzione alta per Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il fronte raggiunge poi parte del Centro-Sud, dove nuovi rovesci possono proseguire anche giovedì 2 luglio. Il pericolo maggiore riguarda le supercelle, sistemi temporaleschi capaci di produrre grandine, raffiche oltre i 100 chilometri orari e piogge concentrate in poche ore. In alcuni casi le precipitazioni possono insistere sulle stesse zone e causare allagamenti locali.
L’allarme di Coldiretti
La nuova ondata riapre anche il tema delle città e delle isole di calore. Coldiretti, sulla base di dati Cnr, richiama la necessità di aumentare il verde urbano. Prati e alberi possono abbassare la temperatura fino a 3,5 gradi nei centri abitati. L’ombra e l’evapotraspirazione trasformano gli alberi in un sistema naturale di raffrescamento, con un risparmio energetico tra 80 e 200 euro l’anno per le abitazioni circondate dal verde. Le aree agricole periurbane aiutano a ridurre l’effetto isola di calore, mentre i prati limitano l’accumulo termico rispetto alle superfici artificiali, che possono arrivare fino a 70 gradi. Per Coldiretti serve puntare sulla forestazione urbana, anche perché il verde rappresenta appena il 3% della superficie comunale dei capoluoghi, in base ai dati Istat.
Il beneficio riguarda anche aria e clima. Una pianta adulta può assorbire fino a 250 grammi di polveri sottili all’anno, mentre un ettaro di vegetazione sottrae fino a 20 tonnellate di CO2. Secondo il Cnr, per ogni euro investito nel verde i benefici ecosistemici possono arrivare fino a tre euro.





