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Vladimir Putin, Presidente Russia

Putin respinge la proposta ucraina di fermare raid in profondità: “Salvare Kiev non è nei nostri piani”

Mosca ribadisce le condizioni del 2024 per un accordo. Attacchi russi su Dnipro, Zaporizhzhia e Kharkiv: almeno nove morti. Zelensky chiede all’Europa una difesa antibalistica propria. Kiev colpisce ponti, comandi e rifornimenti russi
martedì, 30 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Vladimir Putin ha respinto la proposta ucraina di fermare gli attacchi reciproci in profondità e limitare i combattimenti alla linea del fronte. In un’intervista al giornalista Pavel Zarubin, trasmessa da Rossiya-1, il Presidente russo ha confermato l’esistenza di “nuove proposte” arrivate da Kiev, tra cui “la cessazione degli attacchi in profondità nei territori di entrambe le parti” e la concentrazione delle ostilità nei “quattro territori” contesi. Ma ha escluso aperture: “Salvare il regime di Kiev non rientra nei nostri piani”. Secondo Putin, l’Ucraina avrebbe avanzato l’ipotesi perché “i nostri contrattacchi in profondità nel territorio ucraino sono molto più potenti, hanno un impatto maggiore e sono più distruttivi”. Gli attacchi ucraini nelle retrovie, ha aggiunto, puntano a “distogliere” Mosca dagli obiettivi principali: “la completa liberazione del Donbas e della Novorossiya”, formula con cui il Cremlino indica Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson.

Il Cremlino: condizioni immutate

Il portavoce Dmitry Peskov ha chiarito che la linea russa su un eventuale accordo “non subisce cambiamenti” rispetto al 2024, quando Putin aveva chiesto il ritiro ucraino dalle quattro regioni annesse da Mosca e la rinuncia di Kiev alla Nato. Peskov ha anche difeso la riservatezza dei contatti diplomatici: “Perché questi canali funzionino e siano efficaci, devono rimanere nell’ombra”. Putin ha detto di attendersi una ripresa dell’iniziativa americana sull’Ucraina dopo la “fase più acuta” della crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran. Ha citato una possibile nuova visita a Mosca degli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. Sui colloqui avuti lo scorso anno in Alaska con Donald Trump, ha precisato: “Nessuno ha firmato nulla, ma abbiamo parlato di alcune possibilità per porre fine al conflitto”.

Raid russi

Mentre Mosca chiudeva alla proposta ucraina, nuovi attacchi russi hanno colpito Dnipro, Zaporizhzhia e Kharkiv. Secondo le autorità regionali ucraine, a Dnipro sono morte almeno cinque persone e 29 sono rimaste ferite in un attacco contro un’azienda privata. A Zaporizhzhia il bilancio è salito ad almeno tre morti e sette feriti: il governatore Ivan Fedorov ha denunciato un drone russo contro un minibus pubblico, “colpito deliberatamente mentre trasportava civili”. A Kharkiv, nel quartiere Kholodnohirskyi, bombe plananti Kab hanno ucciso una persona e ferito almeno altri sette civili. Volodymyr Zelensky ha chiesto ai partner europei di rafforzare la difesa aerea. “È fondamentale contrastare questo terrore russo”, ha scritto. “Soprattutto abbiamo bisogno di capacità antibalistiche. È essenziale che l’Europa si impegni il più possibile nello sviluppo di una propria difesa antibalistica, con sistemi e missili propri”.

Kiev colpisce infrastrutture

L’esercito ucraino ha rivendicato nuovi attacchi contro infrastrutture militari russe e obiettivi nei territori occupati. Tra il 28 e il 29 giugno, secondo lo Stato maggiore di Kiev, sono stati colpiti un ponte stradale nell’area di Novoazovsk, nella regione di Donetsk, due ponti ferroviari nel Luhansk, una rimessa logistica a Novosvitlivka e tre centri di comando droni a Huliaipole, Tyotkino e Bakhmut. Kiev ha riferito anche la distruzione di due strutture per le comunicazioni militari nella regione di Mosca. La campagna ucraina sulle retrovie russe pesa anche sui rifornimenti. In Crimea, annessa da Mosca nel 2014, le autorità hanno autorizzato una vendita limitata di benzina a Sebastopoli, con lunghe code e prezzi fino a 189 rubli al litro, quasi il triplo del normale. Putin ha riconosciuto che gli attacchi con droni hanno causato carenze di carburante in alcune regioni, ma ha assicurato che la Russia “sta affrontando la situazione”.

Lukashenko da Xi

Sul fronte diplomatico resta alta l’attenzione sulla Bielorussia. Alexander Lukashenko ha incontrato ieri a Pechino il Presidente cinese Xi Jinping, pochi giorni dopo il colloquio con Putin a Valdai. Xi ha assicurato il sostegno della Cina alla “sovranità nazionale, indipendenza e integrità territoriale” bielorussa e ha chiesto di mantenere una “comunicazione strategica” tra i due Paesi. La Commissione europea ha avvertito Minsk di non farsi trascinare ancora di più da Mosca. “L’unico aiuto di cui la Bielorussia ha bisogno è più buon senso e la capacità di non lasciarsi trascinare in questa guerra”, ha detto la portavoce Anitta Hipper. “Ovunque vada la Russia, la distruzione la segue”. Bruxelles ha ricordato che la Bielorussia è già considerata complice dell’aggressione russa e continuerà a essere colpita da sanzioni.

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