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Leone XIV: “L’amore passa dall’accoglienza”

All’Angelus il Papa richiama i fedeli al distacco e al dono: “La fede non è un atto esteriore”. Poi il pensiero al Venezuela colpito dai terremoti
lunedì, 29 Giugno 2026
1 minuto di lettura

Accoglienza, distacco e dono. Leone XIV ha scelto ieri queste tre parole per commentare il Vangelo della domenica durante l’Angelus in piazza San Pietro. Davanti ai fedeli, riuniti nonostante il caldo, il Pontefice ha richiamato il senso della sequela cristiana: non un gesto esteriore, ma una relazione d’amore con Cristo capace di trasformare la vita quotidiana.

“L’amore richiede almeno tre cose: il distacco, la perdita e l’accoglienza” le parole del Papa che è partito dal brano evangelico di Matteo. Il primo passaggio ha riguardato la libertà interiore. Gesù, ha ricordato il Santo Padre, chiede ai suoi apostoli di non restare prigionieri dei legami, anche di quelli più importanti, perché ogni affetto trova pienezza solo nell’amore ricevuto da Cristo.

Sua Santità ha poi richiamato la vita familiare e matrimoniale e ha indicato nel distacco non una rinuncia sterile, ma una condizione per far maturare le relazioni. L’amore, ha spiegato, non trattiene, non possiede, non chiude l’altro in uno spazio già deciso. Aiutare i figli a crescere significa anche sostenerli perché possano “camminare con le loro gambe” e compiere le proprie scelte.

Tra perdit

Nel Vangelo Gesù manda i discepoli senza provviste. Per Leone XIV questa povertà non indica debolezza, ma apre lo spazio dell’incontro: chi arriva nel bisogno può suscitare ospitalità in chi lo incontra. Accogliere chi viene nel nome di Cristo, ha spiegato il Pontefice, significa accogliere Cristo stesso e il Padre che lo ha mandato. A

l termine della preghiera mariana il Papa ha rivolto un pensiero al Venezuela, colpito dai terremoti che hanno causato numerose vittime, feriti e danni materiali. In spagnolo Leone XIV ha espresso vicinanza ai venezuelani colpiti dalla tragedia, ha pregato per i defunti e ha rinnovato la propria solidarietà ai familiari, ai feriti e a quanti hanno subito le conseguenze del sisma. Ha anche ringraziato chi partecipa alle operazioni di ricerca e assistenza.

Poi il saluto ai pellegrini presenti in piazza: dai fedeli della diocesi di Kumba, in Camerun, ai giovani religiosi Camilliani, dai gruppi parrocchiali di Priolo Gargallo, Avola, Regalbuto e Bari agli scout di Rovereto, fino ai ragazzi di Mestrino, nella diocesi di Padova, che hanno ricevuto la Comunione e la Cresima: “Vi ringrazio, perché siete venuti con questo caldo”, ha detto Prevost prima di congedarsi e dare appuntamento alla solennità dei Santi Pietro e Paolo di oggi.

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