Italia e Francia devono spingere l’Europa verso un nuovo “rinascimento industriale”, fondato sulla forza del Made in Europe e sulla capacità di creare campioni continentali nei settori strategici. È la linea indicata dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a La Tribune, nella quale rilancia il ruolo dell’asse Roma-Parigi per rafforzare la competitività europea. “Insieme alla Francia dobbiamo ispirare l’Europa nel rilanciare il suo modello di valori e di crescita attraverso un nuovo ‘rinascimento industriale’, che valorizzi la forza del Made in Europe”, ha spiegato Urso. Al centro del ragionamento c’è il progetto Bromo, indicato dal ministro come una possibile strada per la nascita di operatori europei capaci di misurarsi sui mercati globali.
“Con Bromo indichiamo la strada per la nascita di campioni europei capaci di competere a livello globale”, ha sottolineato il titolare del Mimit. Per Urso, il punto è rafforzare e integrare una filiera industriale che in Italia comprende “sedici distretti industriali, quattro Space Factory realizzate grazie alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e migliaia di piccole imprese che collaborano tra loro e con i grandi gruppi”. Un patrimonio tecnologico e produttivo che, secondo il ministro, deve essere consolidato “su scala europea”.
La richiesta
La richiesta alla Commissione europea è chiara: riconoscere la necessità di favorire la nascita di operatori continentali in grado di competere con i grandi player mondiali. Il settore spaziale, ha osservato Urso, “è per sua natura privo di confini”, come dimostra la crescita di SpaceX, la cui capitalizzazione è ormai “paragonabile al Pil di grandi Paesi europei come l’Italia e la Francia”. Per questo, ha aggiunto, la concorrenza va letta in una dimensione globale e arriva “soprattutto dall’esterno dell’Europa, ancora più che dal suo interno”. Bromo, nelle intenzioni del Governo italiano, non dovrebbe restare un caso isolato. Urso auspica che possa diventare “un modello per altri campioni europei nei settori strategici: dal digitale ai droni, dalla finanza alla difesa, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, alle nuove tecnologie e alle tecnologie verdi”. La sfida, ha detto, è recuperare il ritardo competitivo nei confronti della Cina, che ha creato nuove forme di dipendenza da Pechino.
Da qui l’appello a proteggere meglio le imprese europee dalla concorrenza sleale. Italia e Francia, secondo Urso, possono lavorare insieme per introdurre “nuove misure di salvaguardia più rapide ed efficaci” e per incentivare la produzione europea attraverso il principio del local content. Un percorso che, nelle parole del ministro, deve tenere insieme sostenibilità ambientale, industriale e sociale.
La svolta
Il Ministro ha poi richiamato la necessità di una svolta nel metodo europeo: meno burocrazia, più pragmatismo e maggiore neutralità tecnologica. “Semplificazione, riduzione della burocrazia, pragmatismo e sostenibilità: liberiamo l’Europa dalle ideologie per riaffermare il principio della libertà, che per noi significa anche libertà tecnologica, cioè neutralità tecnologica”, ha affermato. La direzione, per Urso, è già tracciata, ma servono tempi rapidi. “Abbiamo aperto il cantiere delle riforme europee, ma è indispensabile agire rapidamente”, ha concluso.





