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Terremoto in Venezuela, salgono a cinque gli italiani morti. Recuperato il corpo di Enzo Cuomo

I vigili del fuoco italiani al lavoro a La Guaira per salvare una donna e i suoi figli ancora intrappolati. Nuova scossa di assestamento di magnitudo 5.1
martedì, 30 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Sono cinque gli italiani morti nel devastante terremoto che ha colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno. Di tre vittime sono stati resi noti i nomi: Giuseppe Colaianni, Francesca Mannina ed Enzo Cuomo, il cui corpo è stato recuperato oggi. Le generalità degli altri due connazionali deceduti non sono state ancora rese note dalle autorità.

La salma di un italiano

Il corpo senza vita di Enzo Cuomo, 63 anni, originario di Laviano, in provincia di Salerno, è stato estratto dalle macerie della sua abitazione nel quartiere Los Palos Grandes di Caracas. La notizia è stata confermata all’Adnkronos da fonti informate, mentre si attende il riconoscimento ufficiale da parte dei familiari. Al momento del sisma Cuomo si trovava in casa con la moglie, Trini Adrian, 53 anni, e la figlia Isabella, 22 anni. Entrambe risultano ancora disperse e si teme che abbiano perso la vita. Secondo le stesse fonti, i loro corpi potrebbero trovarsi già all’obitorio in attesa del riconoscimento ufficiale. Tutti e tre erano stati inseriti nell’elenco delle persone disperse.

I vigili del fuoco

Intanto continuano le operazioni di ricerca e soccorso. I Vigili del fuoco italiani, insieme ai colleghi dell’Ecuador e dell’Olanda, sono impegnati a La Guaira nel tentativo di salvare una donna e tre dei suoi figli rimasti sepolti sotto le macerie della loro abitazione. A dare notizia dell’intervento sono stati gli stessi Vigili del fuoco attraverso i propri canali social.

Colpi sulle tubature

“Il battere su una tubazione metallica in risposta alla chiamata è il segnale che qualcuno è in vita sotto le macerie“, hanno spiegato i soccorritori. Da oltre otto ore le squadre lavorano ininterrottamente, anche durante la notte venezuelana, rimuovendo detriti nel tentativo di raggiungere la donna, che continua a rispondere ai segnali inviati attraverso il geofono.

Un messaggio whatsapp

All’esterno dell’edificio attendono anche i familiari della donna, che è riuscita a dare l’allarme inviando un messaggio WhatsApp a una cugina, consentendo così l’avvio delle operazioni di soccorso.

Persone intrappolate, risposte ai segnali

“Il fatto che risponda ai nostri segnali dopo tutte queste ore è sicuramente positivo – ha spiegato il portavoce dei Vigili del fuoco, Luca Cari –. Questo ci fa pensare che la direzione che abbiamo preso sia quella giusta. Ora bisogna andare ancora più in profondità nel tentativo di raggiungerla”.Non si hanno invece notizie certe sui bambini che si troverebbero sotto le macerie. Secondo quanto riferito dalla stessa donna nel messaggio inviato ai familiari, i piccoli sarebbero con lei e in buone condizioni.

Governo, commissione speciale

Sul fronte istituzionale, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha annunciato la costituzione di una commissione speciale incaricata di valutare i danni agli edifici e verificare se sia possibile consentire ai cittadini che da giorni dormono all’aperto di rientrare nelle proprie abitazioni. Il governo avvierà inoltre una ricognizione delle infrastrutture danneggiate, mentre le ricerche dei superstiti continueranno senza sosta. “Oggi abbiamo recuperato persone ancora in vita. Non perdiamo mai la speranza“, ha dichiarato.

Nuove scosse, ricerche sospese

Nel frattempo il Paese è stato colpito da una nuova scossa di assestamento di magnitudo 5.1, una delle più forti registrate dopo il sisma del 24 giugno. Secondo il Servizio geologico colombiano, l’epicentro è stato localizzato nei pressi di La Guaira, lo Stato maggiormente colpito dal terremoto. La scossa è stata avvertita distintamente anche a Macuto, proprio mentre erano in corso le operazioni di soccorso nell’edificio dove si ritiene siano intrappolate la donna e due dei suoi tre figli. Per motivi di sicurezza i soccorritori hanno temporaneamente evacuato l’area, senza che si registrassero feriti.

Sono 770 i crolli di edifici

Le autorità venezuelane hanno infine aggiornato il bilancio dei danni: sono oltre 770 gli edifici crollati totalmente o parzialmente a causa dei due terremoti che hanno colpito il Paese, un numero pari a circa il doppio di quello comunicato nei giorni immediatamente successivi al sisma. Il rischio resta elevato, poiché le scosse di assestamento continuano a interessare l’area: solo nella giornata di domenica erano già stati registrati due eventi sismici di magnitudo 4.2 e 4.5.

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