Il governo canadese ha annunciato il divieto temporaneo di importare bovini dal Texas, in risposta a una crescente preoccupazione sanitaria legata alla diffusione della mosca della carne, nota anche come mosca carnivora (Cochliomyia hominivorax), individuata in diverse contee statunitensi. La decisione, comunicata dall’Agenzia canadese per l’ispezione alimentare (CFIA), mira a prevenire l’ingresso dell’insetto nel Paese, dove era stato dichiarato eradicato negli anni ’90.
La mosca carnivora rappresenta una minaccia significativa per il bestiame: le sue larve possono infestare ferite aperte negli animali, nutrendosi dei tessuti vivi e causando infezioni potenzialmente letali. Le autorità canadesi hanno definito il rischio “serio e immediato”, sottolineando che un’eventuale reintroduzione dell’insetto comporterebbe costi enormi per l’agricoltura e la sanità animale.
Il Texas, epicentro dell’epidemia, sta collaborando con il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti per contenere la diffusione dell’insetto attraverso programmi di monitoraggio e rilascio di mosche sterili, una tecnica già utilizzata in passato con successo. Tuttavia, il Canada ha ritenuto necessario adottare misure più drastiche, sospendendo non solo l’importazione di bovini vivi, ma anche quella di alcuni prodotti animali considerati a rischio.
Gli allevatori texani hanno espresso preoccupazione per l’impatto economico del divieto, ricordando che il Canada rappresenta uno dei principali mercati di esportazione. Le associazioni agricole canadesi, invece, hanno accolto favorevolmente la decisione, definendola “una misura di prudenza indispensabile” per proteggere un settore che vale miliardi di dollari.
Il governo di Ottawa ha precisato che il divieto resterà in vigore fino a quando le autorità statunitensi non forniranno garanzie sufficienti sul contenimento dell’epidemia.





