Il governo canadese ha deciso di rifiutare una serie di proposte avanzate dai principali fornitori militari statunitensi, optando invece per l’acquisto di velivoli svedesi in un momento di crescente pressione geopolitica. La scelta, riportata da fonti citate da CBC News e Defense News, rappresenta un cambio di rotta nella cooperazione militare tra Ottawa e Washington.
Secondo funzionari canadesi, la decisione sarebbe motivata da una combinazione di fattori: costi più competitivi, maggiore autonomia tecnologica e la volontà di diversificare le partnership industriali. I velivoli svedesi — con ogni probabilità una variante del Gripen — offrirebbero un pacchetto più flessibile, con trasferimenti tecnologici più ampi e un coinvolgimento diretto dell’industria aerospaziale canadese.
La mossa arriva in un momento delicato per il governo di Ottawa, alle prese con un bilancio sotto pressione e con la necessità di modernizzare rapidamente le proprie capacità di difesa. Le offerte statunitensi, pur considerate solide dal punto di vista tecnico, sono state giudicate troppo onerose e meno vantaggiose sul piano industriale.
A Washington, la decisione è stata accolta con irritazione. Alcuni membri del Congresso hanno definito la scelta “un errore strategico”, sostenendo che il Canada dovrebbe rafforzare — non ridurre — l’integrazione con le forze armate statunitensi, soprattutto alla luce delle tensioni globali e del ruolo cruciale del NORAD nella difesa del continente nordamericano.
Gli analisti sottolineano che la scelta canadese riflette una tendenza più ampia: diversi Paesi NATO stanno valutando alternative ai fornitori statunitensi per ridurre la dipendenza da un unico partner e ottenere condizioni economiche più favorevoli. La Svezia, ora membro dell’Alleanza, sta rapidamente emergendo come un attore competitivo nel mercato della difesa occidentale.
Per Ottawa, la sfida sarà ora gestire le ricadute diplomatiche.





