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“Editoria, investire nell’informazione locale per difendere il pluralismo”

“Editoria, investire nell’informazione locale per difendere il pluralismo”

Al confronto promosso da File, Agci e Nasce il Governo conferma il sostegno al settore. Barachini: “Regole anche per big tech e IA”. Mazzella (M5S) prende le distanze dalla linea Crimi e apre a sostegni selettivi per cooperative, no profit e testate territoriali
venerdì, 29 Maggio 2026
5 minuti di lettura

Difendere l’informazione locale come presidio democratico, rafforzare il pluralismo editoriale, regolamentare le grandi piattaforme digitali e garantire nuove tutele economiche e professionali al settore. È questo il messaggio emerso dal confronto nazionale ‘Voci del territorio, investire nel valore dell’informazione locale’, promosso a Roma dalla File (Federazione italiana liberi editori), insieme ad Agci e al Consorzio Editoriale Nasce, alla presenza di editori, giornalisti, cooperative editoriali, rappresentanti delle istituzioni e parlamentari di maggioranza e opposizione.

Di fronte ad una nuova fase storica

Al centro del dibattito, tenutosi ieri all’interno della Sala Capranichettadell’Hotel Nazionale, il futuro dell’editoria territoriale in una fase storica segnata dalla crisi della carta stampata, dalla trasformazione digitale, dall’espansione dell’Intelligenza Artificiale e dalla crescente concentrazione del mercato pubblicitario nelle mani delle grandi piattaforme online.

Ad aprire il confronto è stato il Presidente della File Roberto Paolo che ha richiamato la necessità di garantire trasparenza nell’assegnazione delle risorse pubblicitarie istituzionali e di sostenere concretamente l’informazione locale, definita “un presidio indispensabile di controllo civico e partecipazione democratica”.

Pluralismo ed editoria territoriale

Tra gli interventi più attesi quello del Sottosegretario all’Informazione e all’Editoria Alberto Barachini, che ha ribadito la volontà del Governo di sostenere il pluralismo e l’editoria territoriale: “Il contributo pubblico all’informazione deve essere spiegato ai cittadini perché come esistono fondi per il cinema, il teatro e la cultura, devono esistere anche per l’editoria”.

Barachini: il rischio manipolazione della AI

Barachini ha ricordato il lavoro dell’esecutivo per superare la cosiddetta norma Crimi e per rendere stabile il sistema di sostegno al comparto. Il Sottosegretario ha insistito soprattutto sulla necessità di regolamentare le grandi piattaforme digitali e i sistemi di Intelligenza Artificiale. “O i sistemi di IA sono editori oppure non lo sono. Dal mio punto di vista lo sono e quindi devono seguire le stesse regole”, ha spiegato per poi chiedere un intervento europeo per obbligare le big tech a contribuire economicamente alla produzione dei contenuti giornalistici.

Barachini ha inoltre denunciato il rischio di manipolazione del consenso attraverso gli algoritmi e ha sottolineato l’importanza dell’informazione territoriale: “Nessun algoritmo sarà mai capace di raccontare le storie delle comunità come fanno i giornalisti locali”.

Trasparenza materiali protetti da copyright

Barachini ha poi richiamato il tema dell’equo compenso e della tutela del lavoro giornalistico nell’ecosistema digitale e ha sottolineato come il confronto con le grandi piattaforme rappresenti ormai una sfida decisiva per il futuro dell’editoria europea. Il Sottosegretario ha ricordato la recente sentenza della Corte di Giustizia europea sul diritto d’autore e ha ribadito la necessità di “rovesciare l’onere della prova” nei confronti delle società che sviluppano sistemi di Intelligenza Artificiale, imponendo trasparenza sull’utilizzo di materiali protetti da copyright: “I contenuti giornalistici sono costosi da produrre e hanno valore e per questo chi li utilizza deve contribuire economicamente alla loro produzione”.

“Vera infrastruttura democratica”

Sul piano politico è intervenuto anche il Presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, che ha definito l’informazione territoriale “una vera infrastruttura democratica”. Mollicone ha rivendicato il lavoro svolto dall’esecutivo e dal Parlamento per consolidare il Fondo per il pluralismo editoriale e per superare la logica degli interventi emergenziali. “Abbiamo strutturato una vera politica industriale del comparto”, ha affermato il Presidente della Commissione Cultura, ricordando l’incremento delle risorse per il Fondo per il pluralismo, gli incentivi per l’assunzione di giornalisti under 36 e le misure a sostegno dell’emittenza locale e della distribuzione. Mollicone ha inoltre annunciato il lavoro per una futura riforma organica del settore, finalizzata a garantire stabilità economica, semplificazione burocratica e tutela occupazionale.

Sostenere la democrazia

Molto netto anche l’intervento del Presidente della Commissione Bilancio del Senato Nicola Calandrini, che ha ribadito come “sostenere l’informazione territoriale significhi sostenere la democrazia”. Il Senatore di Fratelli d’Italia ha ricordato il rinvio dei tagli previsti dall’emendamento Crimi e il lavoro del Governo per rendere strutturali i contributi diretti all’editoria.

Risorse messe in campo

Calandrini ha illustrato le risorse messe in campo dall’esecutivo: 140 milioni di euro per il Fondo straordinario per l’editoria e altri 82 milioni destinati a copie cartacee, edicole, distribuzione e punti vendita. “Tra il 2023 e il 2025 il sostegno pubblico complessivo supera i 200 milioni di euro”, ha sottolineato. Nel corso del dibattito è intervenuto anche il Vicepresidente della Commissione Industria del Senato Orfeo Mazzella del Movimento 5 Stelle, che ha aperto a una revisione della storica linea rigorista del M5S sui finanziamenti pubblici all’editoria. Mazzella si è detto pronto a “riconsiderare la legge Crimi” per sostenere in maniera selettiva cooperative editoriali, realtà no profit e piccole testate territoriali.

L’editoria da difendere

“L’editoria di prossimità è un architrave democratico e pluralista che consente di parlare ai territori e con i territori”, ha dichiarato il Senatore pentastellato, prendendo le distanze dalla raccolta firme promossa da Alessandro Di Battista per abolire i finanziamenti pubblici all’editoria.

Mazzella ha inoltre precisato di essere contrario ai “finanziamenti a pioggia”, sostenendo invece un sistema selettivo destinato alle cooperative giornalistiche, alle realtà no profit e alle piccole imprese editoriali che garantiscono informazione nei territori: “L’editoria di prossimità deve essere difesa perché rappresenta un baluardo democratico” la sua chiosa non prima di evidenziare la necessità di premiare le realtà che producono occupazione, pluralismo e servizio alle comunità locali.

Ruolo storico dell’informazione

Tra gli interventi da registrare anche quello di Gianfranco Rotondi, che ha richiamato il ruolo storico dell’informazione locale nella formazione dell’opinione pubblica e nella tutela delle identità territoriali. Rotondi ha evidenziato il rischio che la crisi economica e la concentrazione digitale possano cancellare presidi fondamentali di partecipazione democratica. Rotondi ha inoltre sottolineato come la crisi dell’editoria locale non sia soltanto una questione economica, ma anche culturale e istituzionale. Secondo il Presidente della DC la progressiva scomparsa delle testate territoriali rischia di allontanare ulteriormente i cittadini dalla vita pubblica e dalle istituzioni, impoverendo il dibattito democratico e riducendo gli spazi di confronto nei territori.

L’Agcom e la tutela del diritto d’autore

Particolarmente significativo l’intervento del commissario Agcom Massimiliano Capitanio, che ha denunciato il rischio di marginalizzazione dell’editoria tradizionale da parte degli algoritmi e delle piattaforme digitali. Capitanio ha ricordato il lavoro dell’Agcom sul diritto d’autore, sull’equo compenso e sulla tutela della cosiddetta “prominence”, ossia la visibilità delle radio e delle televisioni locali sui nuovi dispositivi digitali.

Crollo del lavoro stabile

Dal mondo sindacale il Segretario generale aggiunto della Fnsi Claudio Silvestri ha denunciato il crollo del lavoro giornalistico stabile negli ultimi anni, il precariato diffuso e il dumping salariale nelle redazioni: “Senza giornalisti ben pagati non esisterà informazione di qualità”, ha detto, chiedendo nuove regole sull’equo compenso e maggiori tutele per i professionisti che lavorano nei territori più difficili del Paese.

Valore sociale e culturale

Importanti anche gli interventi di Claudio Verretto, Presidente della Fipeg, che ha richiamato la necessità di investire nella transizione digitale e nella formazione professionale, e di Chiara Genisio della Fisc, che ha ribadito il valore sociale e culturale dell’informazione di prossimità.

Da segnalare anche gli interventi di Massimiliano Capitanio, Commissario Agcom, di Lorenzo Nicolosi della Siae e dei Deputati Enrico Costa, Gian Antonio Girelli, Paolo Emilio Russo e Andrea Costa.

Sostenibilità e tutele

Tutti hanno evidenziato la necessità di difendere l’informazione territoriale come presidio democratico fondamentale, puntando su un equilibrio tra innovazione, sostenibilità economica e tutela del pluralismo. Unanime l’allarme sul rischio di desertificazione editoriale e di impoverimento democratico del Paese, aggravato dai possibili effetti dell’emendamento Crimi sui contributi pubblici all’editoria.

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