Delusione (ovvia) da parte della maggioranza, ma con la volontà di andare avanti nonostante lo scossone. Felicità per l’opposizione che invece ora ‘chiede il conto’ al Governo. Reazioni diametralmente opposte (come accade sempre, d’altronde) quelle di ieri dopo la vittoria del ‘No’ al referendum. Per molti la grande sconfitta è stata Giorgia Meloni che sùbito dopo l’esito delle urne ha detto la sua tramite un messaggio social con il quale ha preso atto del risultato, ma allo stesso tempo rilanciato la linea dell’esecutivo: “La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza”, le sue prime parole per poi rivendicare il percorso seguito dall’esecutivo: il Governo per il Premier ha portato avanti una riforma prevista dal programma e ha rimesso la scelta ai cittadini “che hanno deciso e noi come sempre rispettiamo la loro decisione”. Ha poi indicato la direzione: “Resta il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia, ma questo non cambia il nostro impegno”. Il passaggio conclusivo: “Andremo avanti con responsabilità, determinazione e rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”.
Anche il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che tanto si era ‘speso’ per la causa del ‘Sì’, ha riconosciuto il risultato, ma al tempo stesso ha richiamato l’impianto della riforma: “Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano”, ha detto, per poi citare il progetto legato al modello accusatorio ideato da Giuliano Vassalli e l’articolo 111 della Costituzione, che definisce il giudice terzo e imparziale.
Non potevano mancare i commenti dei due Vicepremier. Per Matteo Salvini “quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione”, ma ha aggiunto che resta necessario intervenire sulla giustizia e ha invitato l’esecutivo a proseguire “con compattezza e determinazione”. Per Antonio Tajani il risultato non interrompe la linea politica nel Centrodestra: “Non sono voti con un colore politico, sono voti per una giustizia giusta”. Forza Italia, per bocca del deputato Giorgio Mulè, ha respinto la lettura di una sconfitta di partito, mentre il senatore Maurizio Gasparri richiama la dinamica storica dei referendum (“Spesso prevalgono le ragioni del no”).
Tutela dei principi costituzionali
Dalla Magistratura è arrivata una lettura che lega il voto alla tutela dei principi costituzionali. Per la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati “oggi (ieri, ndr) è un giorno importante per il Paese”. Ha poi aggiunto che il risultato “non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza” e ha indicato che il voto ha contribuito a “preservare l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione”. Nella nota è emersa anche il riferimento alla partecipazione: una mobilitazione che ha rafforzato il senso di appartenenza alle istituzioni e richiama gli 80 anni del suffragio universale.
“Riforma sbagliata”
Nel campo delle opposizioni la Segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha letto il risultato in chiave politica: “Abbiamo vinto, c’è una maggioranza nel Paese che ha fermato una riforma sbagliata”. Ha poi collegato il voto alla difesa della Costituzione: “Gli italiani hanno votato per difendere la Carta e chiedono alla politica di attuarla, non di stravolgerla”. Ha poi indicato una prospettiva: costruire un percorso comune con le forze progressiste e definire un programma condiviso. Ha quindi sottolineato anche la partecipazione: una mobilitazione che segnala una domanda politica chiara: “C’è una maggioranza nel Paese che ha fermato una riforma sbagliata”, per poi aggiungere che il lavoro ora si concentra sulla costruzione dell’alternativa.
Il Presidente dei senatori dem Francesco Boccia ha collegato il risultato all’equilibrio tra i poteri dello Stato: “Ha vinto il No. E con il No ha vinto la Costituzione”. La Vicepresidente della Camera Anna Ascani ha parlato di respingimento del tentativo di modifica della Carta. Lorenzo Guerini ha sottolineato il significato politico del risultato. Il M5S ha detto la sua tramite il Presidente Giuseppe Conte che ha definitivo il voto “un segnale politico fortissimo” e ha parlato dell’apertura di una fase nuova, con l’obiettivo di costruire un programma e intervenire sui nodi della giustizia. Il Segretario di +Europa Riccardo Magi ha criticato il metodo seguito nella riforma. Il leader di Azione Carlo Calenda ha invece collegato il risultato alla valutazione sull’azione del Governo. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha invece richiamato il rapporto tra cittadini e istituzioni: “Quando il popolo parla il palazzo deve ascoltare”.





