Il governo svedese ha annunciato un piano legislativo per vietare l’uso dei telefoni cellulari nelle scuole, una misura che il primo ministro ha definito “necessaria per ripristinare la concentrazione e migliorare l’apprendimento”. La proposta, che dovrebbe entrare in vigore entro il prossimo anno scolastico, rappresenta uno dei cambiamenti più radicali nel sistema educativo del Paese negli ultimi decenni.
Secondo il Ministero dell’Istruzione, il divieto riguarderà sia le scuole primarie sia le secondarie, con l’obbligo per gli studenti di consegnare i dispositivi all’ingresso o di lasciarli spenti negli armadietti. Le scuole potranno prevedere eccezioni solo per motivi medici o esigenze educative specifiche, previa autorizzazione degli insegnanti.
La decisione arriva dopo una serie di studi che hanno evidenziato un calo significativo dei risultati scolastici in Svezia negli ultimi anni, in particolare nelle competenze di lettura e matematica. Il governo ritiene che la presenza costante degli smartphone in classe contribuisca a distrazioni, cyberbullismo e difficoltà di socializzazione.
Molti insegnanti hanno accolto positivamente la misura, sostenendo che gli smartphone sono diventati “la principale fonte di interruzione” durante le lezioni. Alcune associazioni di genitori, però, temono che il divieto possa creare problemi logistici e ridurre la possibilità di contattare i figli in caso di emergenza. Le organizzazioni studentesche, dal canto loro, chiedono un approccio più equilibrato, che distingua tra uso ricreativo e utilizzo didattico dei dispositivi.
Gli esperti di educazione sottolineano che la Svezia non è sola: Francia, Paesi Bassi e alcune regioni della Germania hanno già introdotto restrizioni simili. Il Parlamento discuterà il testo nelle prossime settimane, ma il governo dispone della maggioranza necessaria per approvarlo.
Se confermato, il divieto segnerà una svolta nel dibattito europeo sul ruolo della tecnologia nell’istruzione.





