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Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio
Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio

Drone contro la base italiana a Erbil, nessun ferito. Meloni: “Solidarietà e vicinanza ai nostri soldati”

Nel primo discorso da Guida Suprema Mojtaba Khamenei avverte: “Hormuz sarà tenuto chiuso per fare pressione sul nemico”. Hezbollah lancia 200 razzi su Israele mentre l’Onu condanna gli attacchi iraniani nel Golfo
venerdì, 13 Marzo 2026
3 minuti di lettura

Mentre la nuova Guida Suprema iraniana pronunciava il suo primo discorso pubblico, un drone probabilmente di tipo Shahed ha colpito l’area della base militare di Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove opera il contingente italiano della missione internazionale. L’esplosione ha provocato danni materiali ma nessuna vittima. Secondo le prime ricostruzioni il velivolo ha colpito una zona della base mentre il personale si trovava già nei rifugi. “Ci sono stati danni, ma eravamo tutti nel bunker”, ha spiegato il comandante sul posto. Gli artificieri hanno poi messo in sicurezza l’area.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato che “i nostri militari stanno bene” e ha definito l’episodio “un attacco deliberato”. Il ministro ha ricordato che la presenza italiana nell’area è già stata ridotta per ragioni di sicurezza: “Abbiamo fatto rientrare 102 persone in Italia, spostato una quarantina di militari in Giordania e stiamo pianificando ulteriori rientri via terra”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato di seguire la situazione “in costante contatto con i ministri Tajani e Crosetto”, esprimendo “solidarietà e vicinanza ai nostri militari rimasti illesi”.

Il primo messaggio di Mojtaba Khamenei

Nelle stesse ore la nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha diffuso il suo primo messaggio pubblico dopo la nomina. Il discorso è stato trasmesso dalla televisione di Stato in forma di audio accompagnato dall’immagine del leader. “Auspico la pace per tutto il popolo iraniano”, afferma Khamenei, che tuttavia usa toni duri contro gli Stati Uniti. Secondo il leader “è stato sventato un tentativo di dividere il nostro Paese” e “tutte le basi Usa nella regione vanno chiuse”. Khamenei ha inoltre sostenuto che l’Iran colpirà solo obiettivi militari: “Noi non colpiamo i nostri vicini che sono amici, ma le basi del nemico sul loro territorio”.

Sul piano strategico ha ribadito la pressione sul traffico energetico del Golfo: lo stretto di Hormuz, ha detto, “sarà tenuto chiuso per fare pressione sul nemico”. Il leader ha esordito anche sui social con un messaggio simbolico che richiama tre date chiave della Repubblica islamica: 1963, inizio delle proteste guidate da Ruhollah Khomeini contro lo scià; 1989, anno in cui Ali Khamenei divenne Guida Suprema; e il 2026, indicato come nuova fase della rivoluzione. L’agenzia iraniana Fars ha intanto smentito alcune notizie sulla morte di Mansoureh Khojasteh, moglie dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, precisando che la donna “è viva e vegeta”.

Accuse all’Occidente

Sul piano diplomatico Teheran accusa Stati Uniti e Israele di aver interrotto il processo negoziale sul nucleare. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha parlato di “un’aggressione vergognosa condotta da due regimi dotati di armi nucleari”. Secondo Baghaei gli attacchi sarebbero arrivati mentre era stato concordato un nuovo ciclo di negoziati a Ginevra. “Avevamo appena concluso il terzo round di colloqui sul nucleare e concordato quello successivo, e improvvisamente hanno attaccato”. Il portavoce ha inoltre accusato l’Unione europea di “complicità” per la sua presunta indifferenza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invitato l’Iran alla moderazione, avvertendo che la linea annunciata da Khamenei rischia di isolare il Paese: “Teheran non può pensare che tutto il mondo sia responsabile di ciò che accade. Attaccare tutti non porta vantaggi alla causa iraniana”.

Escalation militare

Sul terreno gli scontri continuano su più fronti. L’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso a Beirut Abu Dharr Mohammadi, comandante dei Pasdaran ritenuto una figura chiave nel coordinamento tra Iran e Hezbollah. Nella notte Hezbollah ha lanciato circa 200 razzi contro Israele, quello che le forze armate israeliane definiscono “il più vasto bombardamento dall’inizio della guerra”.

Il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha avvertito che l’operazione nel nord “non sarà breve” e che Israele è ormai impegnato “in una guerra su più fronti contro l’Iran e i suoi proxy”. Parallelamente Teheran ha rivendicato nuove ondate di attacchi contro obiettivi statunitensi nella regione, tra cui installazioni negli Emirati Arabi Uniti e in Iraq. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha condannato gli attacchi iraniani nel Golfo e invitato tutte le parti a evitare una nuova escalation che potrebbe destabilizzare l’intera regione e mettere a rischio una delle principali rotte energetiche del mondo. La crisi si riflette anche sulle rotte energetiche del Golfo.

Diversi attacchi contro petroliere e navi commerciali sono stati segnalati tra Iraq, Bahrein e Oman, mentre lo stretto di Hormuz resta sotto stretta sorveglianza militare internazionale. Teheran respinge però le accuse di preparativi militari nello stretto: il viceministro degli Esteri Majid Takht Ravanchi ha dichiarato che l’Iran “non sta minando lo Stretto di Hormuz”.

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