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L'Iran avverte: “Probabile nuova guerra con gli Usa”. Trump: “Dire che non vinciamo è tradimento”

L’Iran avverte: “Probabile nuova guerra con gli Usa”. Trump: “Dire che non vinciamo è tradimento”

sabato, 2 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Il confronto tra Stati Uniti e Iran si intensifica tra stallo negoziale e minacce militari. Da Teheran l’avvertimento è netto: “È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti”, ha dichiarato Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del comando di Khatamolanbia, assicurando che il Paese è “pienamente pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile”. Le forze armate, ha aggiunto, hanno predisposto “misure sorprendenti” contro Washington, accusata di non rispettare “alcun impegno”.

Anche il presidente Trump alza i toni, bocciando l’ultima proposta iraniana e lasciando aperta l’ipotesi di nessun accordo: “Francamente, forse è meglio non raggiungerlo affatto”. Dalla Florida ha ribadito che “siamo in guerra perché non possiamo permettere all’Iran di avere l’arma nucleare, la userebbero contro Israele e poi contro di noi”, e accenna a una portaerei verso Cuba “una volta finito con l’Iran”. “Non porremo fine alla guerra prematuramente”, ha concluso.

In questo quadro, Washington sta rafforzando il dispositivo regionale: approvata la vendita al Qatar di sistemi Patriot per oltre 4 miliardi di dollari, con forniture anche a Israele, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.
Sul fronte interno, il presidente attacca il dissenso: “Dire che non stiamo vincendo la guerra in Iran è tradimento”. I democratici accusano la Casa Bianca di aggirare il Congresso dichiarando “conclusa” la guerra per evitare i limiti della War Powers Resolution. Per l’opposizione è una condotta “illegale”.

Hormuz e pressione economica

Il Pentagono stima che il blocco dei porti iraniani abbia causato perdite per circa 4,8 miliardi di dollari, con 31 petroliere ferme nel Golfo per 53 milioni di barili. Washington minaccia sanzioni contro chi paga un “pedaggio” a Teheran per attraversare lo Stretto di Hormuz. La crisi nello stretto ha spinto la Cina a chiedere all’Onu la riapertura immediata e la riduzione delle tensioni. Il traffico è crollato da circa 130 navi al giorno a meno di 10.

Ritiro dalla Germania e Nato

Il Pentagono ha confermato il ritiro di circa 5.000 soldati Usa dalla Germania entro 6-12 mesi, mossa che segnala tensioni con gli alleati europei e riapre il dossier sul riequilibrio della presenza militare americana nel continente. La NATO “collabora con gli Stati Uniti per comprendere i dettagli”, ha dichiarato la portavoce Allison Hart, sottolineando la necessità per l’Europa di aumentare gli investimenti nella difesa. La decisione si inserisce nel più ampio dibattito sul rafforzamento del pilastro europeo dell’Alleanza e potrebbe avere ricadute anche sulla distribuzione delle forze Usa in altri Paesi Nato, Italia compresa, mentre cresce la pressione di Washington per un maggiore contributo degli alleati.

Flotilla, protesta a Roma

Resta aperta la vicenda della Global Sumud Flotilla. A Roma è stato organizzato un presidio davanti alla Farnesina per chiedere “il rilascio immediato” degli attivisti italiani coinvolti nelle intercettazioni in mare. Il team legale ha presentato un esposto alla Procura di Roma chiedendo il sequestro dell’imbarcazione israeliana che trasporta due attivisti e l’avvio di accertamenti penali. Sul piano politico, al momento non risultano prese di posizione ufficiali del governo, mentre gli organizzatori annunciano nuove iniziative per sollecitare un intervento diplomatico e il rimpatrio dei cittadini italiani.

Libano

In Libano almeno 13 morti nei raid israeliani nel sud del Paese nonostante il cessate il fuoco. L’esercito ha ordinato nuove evacuazioni. L’aeronautica israeliana riferisce di 135.000 bombe sganciate dal 7 ottobre 2023, di cui quasi 24.000 su richiesta diretta delle truppe di terra. Sirene d’allarme sono risuonate a Kiryat Shmona per una “infiltrazione aerea ostile”, rientrata senza conseguenze.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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