Una doppia ricorrenza ha segnato la Convention nazionale di Donne Impresa Confartigianato, svoltasi il 20 maggio nella sede confederale di Roma: gli 80 anni dal diritto di voto alle donne in Italia e gli 80 anni dalla nascita di Confartigianato. Un appuntamento dedicato al valore dell’imprenditoria femminile e alle sfide future tra innovazione, welfare e partecipazione. Ad aprire i lavori il presidente di Confartigianato Imprese, Marco Granelli, che ha sottolineato il ruolo dell’artigianato come generatore non solo di economia ma anche di “PIL sociale”, capace di tenere insieme impresa, famiglie e territori. Granelli ha evidenziato l’importanza di accompagnare la trasformazione digitale con strumenti adeguati, dalla riforma della legge quadro sull’artigianato alla nuova Artigiancassa per sostenere investimenti e competitività.
Emancipazione come investimento
La presidente di Donne Impresa Confartigianato, Maria Grazia Bonsignore, ha posto l’accento sul legame tra impresa, empowerment e welfare, definendo l’emancipazione femminile “un investimento strategico per la crescita collettiva”. L’obiettivo, ha spiegato, è trasmettere il sapere artigiano alle nuove generazioni garantendo al tempo stesso strumenti di conciliazione tra lavoro e vita familiare.
Donne, metà dell’umanità
Nel messaggio inviato alla Convention, la ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità Eugenia Roccella ha ribadito che “le donne non sono una minoranza ma la metà dell’umanità” e che favorire l’empowerment femminile significa sostenere libertà, lavoro e natalità. Richiamato anche l’impegno del Governo sul welfare aziendale e sulla certificazione UNI per le imprese che investono nella conciliazione.
Risorsa strategica
Durante l’incontro sono stati presentati i dati del report “Donne risorsa strategica dell’economia”, elaborato dall’Ufficio studi di Confartigianato. L’Italia si conferma prima in Europa per numero di imprenditrici e lavoratrici autonome, con oltre 1,5 milioni di donne indipendenti. Tra il 2021 e il 2025 l’occupazione femminile autonoma è cresciuta del 9,8%, superiore alla media europea. Restano però criticità importanti: basso tasso di occupazione femminile, difficoltà di reperimento di manodopera qualificata e carenza di servizi per l’infanzia.
Sostenere le imprese femminili
Nel corso della Convention è intervenuto anche il senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria del Senato, che ha confermato l’impegno per una riforma dell’artigianato capace di sostenere le imprese femminili e valorizzare le competenze legate alla tradizione manifatturiera italiana. Spazio infine al riconoscimento assegnato a Patrizia Fabri, titolare dell’Antica Manifattura Cappelli di Roma, premiata da Donne Impresa Confartigianato per aver portato nel mondo l’eccellenza di una storica realtà artigiana romana.
Fare rete
La mattinata si è conclusa con l’intervento della giornalista Monica Maggioni, che ha riflettuto sul ruolo delle donne nei grandi cambiamenti globali: “Quando i tempi diventano complessi, la risorsa femminile diventa decisiva. Fare rete e sentirsi comunità può davvero fare la differenza”.





