Un giudice federale ha bloccato in modo permanente l’esecuzione di Jeffery Lee tramite gas azoto, stabilendo che il metodo adottato dall’Alabama viola l’Ottavo Emendamento della Costituzione statunitense, che proibisce pene crudeli e inusuali. La decisione, emessa martedì dalla giudice distrettuale Emily C. Marks, arriva a poche ore dall’esecuzione programmata nel carcere statale, segnando un nuovo capitolo nella controversa sperimentazione dell’ipossia da azoto.
L’Alabama è stato il primo stato americano a utilizzare questo metodo nel gennaio 2024. Marks aveva inizialmente autorizzato l’esecuzione, citando la testimonianza di tre esperti secondo cui la dispnea indotta dal gas non avrebbe comportato un livello di dolore incostituzionale. Tuttavia, l’8 giugno la Corte d’Appello dell’11° Circuito ha ribaltato la sua decisione, definendo il protocollo “un rischio sostanziale di gravi danni” e ordinando alla giudice di valutare alternative. Nella sua sentenza finale di 26 pagine, Marks ha riconosciuto che il contenzioso è inevitabile nei casi di pena capitale e ha ricordato che lo Stato dispone di altri due metodi autorizzati: l’iniezione letale e la sedia elettrica. Ha aggiunto che nessun metodo di esecuzione è immune da contestazioni costituzionali: “La Costituzione non garantisce una morte indolore, e la vita umana non può essere estinta senza un certo rischio di sofferenza”.
Il caso di Lee risale al 1998, quando fu condannato per il duplice omicidio di Jimmy Ellis ed Elaine Thompson. Una giuria aveva raccomandato l’ergastolo senza condizionale, ma un giudice ribaltò il verdetto imponendo la pena di morte. Nel 2017 l’Alabama ha vietato questo tipo di annullamento giudiziario, ma la norma non è retroattiva. La discussione sull’ipossia da azoto si è intensificata dopo la prima esecuzione del 2024, durata 22 minuti, durante la quale il condannato Kenneth Eugene Smith avrebbe mostrato movimenti convulsi.





