Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha chiesto alla riunione Nato di Helsingborg più pressione su Mosca e un sostegno militare rafforzato a Kiev. Davanti al Consiglio Ucraina Nato ha definito la guerra “a un punto di svolta” e ha sostenuto che l’Ucraina “non si limita più a chiedere aiuti”, ma contribuisce “attivamente alla garanzia della sicurezza” come “donatore e partner”. Da qui l’appello agli alleati: “L’aumento delle spese per la difesa è una garanzia di pace. Esorto ogni membro della Nato a contribuire alla difesa dell’Ucraina”.
Il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, ha detto che il fronte non procede come vorrebbe il Cremlino. “Non sarei troppo contento se fossi Putin oggi”, ha dichiarato, spiegando che “l’Ucraina sta opponendo una forte difesa” e che la linea del fronte “si sta stabilizzando”, con rapporti su limitate riconquiste ucraine. Rutte ha confermato inoltre che Volodymyr Zelensky parteciperà al vertice Nato del 7 e 8 luglio ad Ankara.
Sul piano diplomatico, Kiev teme però che il formato negoziale mediato dagli Stati Uniti stia arrivando a esaurimento. Secondo Sybiha, le discussioni “stanno gradualmente raggiungendo il punto” in cui le questioni possibili “si stanno esaurendo”, anche perché gli stessi temi vengono riproposti più volte. Per questo l’Ucraina chiede un ruolo più attivo dell’Europa, non in alternativa alla guida americana, ma come “elemento complementare”. L’invito ai rappresentanti di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, a visitare Kiev, ha aggiunto il ministro, “rimane valido”.
Adesione all’Ue e difesa
Kiev insiste anche sull’apertura a giugno dei cluster negoziali per l’adesione all’Ue. Sybiha ritiene rimossi “tutti gli ostacoli politici”, anche dopo il primo incontro con la nuova ministra degli Esteri ungherese Anita Orban, mentre la Commissione europea punta a progressi prima del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Tajani ha ribadito che l’Italia è “favorevole alla piena adesione dell’Ucraina”, ma “servono i tempi e bisogna rispettare determinate regole”, ricordando la disponibilità della Guardia di Finanza ad aiutare Kiev nella lotta alla corruzione.
La ministeriale Nato ha confermato anche l’accelerazione europea sulla difesa. Tajani ha detto che l’Italia vuole “fare di più come italiani e come europei” e arrivare al 5 per cento del Pil per la spesa militare. Il ministro tedesco Johann Wadephul ha annunciato che Berlino destinerà quest’anno alla difesa oltre il 4 per cento del Pil, avvicinandosi al 5, e ha assicurato che il sostegno a Kiev “non si ferma”. Rutte ha chiesto una distribuzione più equa degli aiuti, oggi sostenuti soprattutto da “sei o sette alleati”, mentre gli Stati Uniti hanno approvato la vendita all’Ucraina di attrezzature per i sistemi Hawk per 108,1 milioni di dollari.
Attacchi in profondità
Sul terreno, Zelensky ha rivendicato un attacco contro obiettivi legati alla raffineria di Yaroslavl, a circa 700 chilometri dal territorio ucraino. “Stiamo riportando la guerra a casa, in Russia, ed è giusto così”, ha dichiarato dopo un colloquio con il comandante in capo Oleksandr Syrskyi. Secondo il presidente, dall’inizio del 2026 le perdite russe avrebbero superato i 145 mila uomini, tra quasi 86 mila uccisi, almeno 59 mila feriti gravi e oltre 800 prigionieri. Kiev punta soprattutto alle infrastrutture petrolifere per ridurre le entrate con cui Mosca finanzia la guerra.
La Russia ha accusato invece l’Ucraina di avere colpito un dormitorio studentesco a Starobilsk, nella regione occupata di Luhansk, causando almeno quattro morti e 35 adolescenti feriti. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha parlato di “crimine mostruoso del regime di Kiev” e ha chiesto che “i responsabili siano puniti”. Media e canali ucraini hanno diffuso immagini sostenendo che alcuni obiettivi fossero usati dai militari russi. Le versioni restano contrapposte e non verificabili in modo indipendente.
Mosca e Bruxelles
Mosca ha smentito Bloomberg, secondo cui Vladimir Putin vorrebbe chiudere la guerra entro fine anno ottenendo il pieno controllo del Donbass. “Nessuna deadline”, ha detto il portavoce Dmitry Peskov. Sergei Lavrov ha accusato l’Occidente di preparare un “gruppo paneuropeo” contro la Russia, evocando un parallelo con la Seconda guerra mondiale.
Da Bruxelles, la Commissione europea ha invitato Russia e Bielorussia ad astenersi da minacce nucleari, ha confermato la disponibilità a nuove misure contro Minsk e, sul piano energetico, ha escluso un ritorno alla dipendenza da Mosca: “Non torneremo a una situazione di dipendenza energetica russa”.





