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Decreto Sicurezza, Meloni tira dritto: “La norma si corregge, ma non cambia”

Meloni: “Questa è la festa di chi manda avanti l’Italia”

Il Premier rivendica il decreto Lavoro e il principio del salario giusto: risorse pubbliche solo a chi rispetta i lavoratori, stop a sfruttamento e contratti pirata
sabato, 2 Maggio 2026
2 minuti di lettura

Il Primo Maggio è la festa di chi ogni giorno, con impegno, sacrificio e dignità, manda avanti l’Italia”. Giorgia Meloni ha scelto il canale social X per il messaggio dedicato alla Festa dei lavoratori e ha collegato la ricorrenza al decreto Lavoro approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Per il Premier il provvedimento introduce un principio destinato a segnare la linea dell’esecutivo: il “salario giusto”.

Il Primo Ministro ha rivendicato una scelta politica precisa: il Primo Maggio, ha scritto, è anche il giorno nel quale la politica deve “misurarsi con i fatti”. Da qui il richiamo alle misure adottate dal Governo dall’inizio della legislatura: il taglio del cuneo fiscale, gli incentivi all’occupazione, gli interventi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Una serie di provvedimenti che Meloni presenta come parte di un percorso volto a migliorare la condizione dei lavoratori italiani.

Nel messaggio il Premier ha indicato anche le prossime direttrici: qualità dell’impiego, tutela dei salari più bassi e contrasto a ogni forma di sfruttamento, compreso il caporalato digitale. Il punto centrale del decreto riguarda l’uso delle risorse pubbliche. Secondo Meloni devono arrivare a chi rispetta i lavoratori, non a chi sottopaga, sfrutta o utilizza contratti pirata. Il salario giusto, ha spiegato, non si difende “con slogan o scorciatoie”, ma attraverso la contrattazione di qualità e colpendo chi fa concorrenza “sulla pelle delle persone”.

Dati sull’occupazione

Meloni ha legato il provvedimento anche ai dati sull’occupazione. L’Italia, ha detto, conta oltre un milione e 200mila occupati in più, 550mila precari in meno e il livello più alto di occupazione femminile della sua storia. Numeri che, nella lettura di Palazzo Chigi, non risolvono ogni problema, ma indicano “una direzione chiara e un cambio di passo reale”. Il decreto Lavoro, dunque, viene presentato come un nuovo tassello di una strategia che punta a premiare le imprese corrette, rafforzare i contratti rappresentativi e arginare il lavoro povero.

Dalla maggioranza sono arrivati commenti di sostegno. Andrea Volpi, Deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Lavoro, ha accusato i precedenti esecutivi nei quali la Sinistra aveva ruoli di comando, di non avere messo in campo misure incisive per qualità e sicurezza dell’occupazione. L’esponente di FdI ha citato le riforme varate dall’esecutivo Meloni, a partire dalla revisione del reddito di cittadinanza, e ha attribuitoal Governo la creazione di circa un milione di posti di lavoro. Volpi ha richiamato inoltre la stabilizzazione del taglio del cuneo fiscale, il dialogo tra sindacati e imprese e il rinnovo di numerosi contratti, compresi quelli del pubblico impiego, degli insegnanti e del personale sanitario.

Anche Mariastella Gelmini, Senatrice di Noi Moderati, ha difesoil decreto. Per Gelmini la Festa dei lavoratori viene onorata non con parole, ma con un provvedimento che stanzia un miliardo di euro sull’occupazione. La Senatrice ha collegato la misura alla qualità del lavoro e al tema dei salari, considerati insufficienti davanti al caro vita, all’aumento del carburante, delle bollette e della spesa. Nel suo giudizio, il salario di riferimento consente alle aziende di accedere agli incentivi per assumere giovani e donne a tempo indeterminato, oltre ai lavoratori nelle Zone economiche speciali. La maggioranza, ha concluso, sceglie così di stare dalla parte di chi ha meno.

Le critiche

Il quadro cambia nelle opposizioni. Mariolina Castellone, Senatrice del Movimento 5 Stelle e Vicepresidente di Palazzo Madama, ha bocciato il provvedimento. A suo avviso, il decreto non porterà “un euro in più” nelle tasche dei lavoratori. La parlamentare ha contestato anche la cancellazione della retroattività degli aumenti legati al rinnovo dei contratti e ha rilanciato la richiesta del salario minimo, indicato come strumento utile contro gli effetti del caro vita sulle retribuzioni più basse.

Critico anche Riccardo Magi. Il Segretario di Più Europa ha riconosciuto al decreto il pregio di contrastare i contratti pirata, ma lo considera privo di misure strutturali per creare nuova occupazione di qualità. Magi ha denunciato salari in calo, giovani costretti a lasciare il Paese, donne escluse dal mercato del lavoro e milioni di persone senza diritti. Ha aggiunto poi il tema dell’Intelligenza Artificiale, che secondo lui richiede una strategia pubblica per governare l’impatto sui livelli occupazionali. Infine ha richiamato le morti sul lavoro, ancora senza risposte adeguate.

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