La nomina di Evelio Menjivar‑Ayala a nuovo vescovo di Wheeling‑Charleston segna una svolta simbolica nella Chiesa statunitense: un uomo che trentasei anni fa attraversò il confine nascosto nel bagagliaio di un’auto guiderà ora una delle diocesi più estese della Virginia Occidentale.
Papa Leone XIV ha accettato le dimissioni del vescovo Mark E. Brennan e scelto il presule salvadoregno, già ausiliare di Washington, come suo successore. Per Menjivar‑Ayala, 55 anni, la nomina è “una gioia e un atto di umiltà”, come ha dichiarato durante la conferenza stampa di presentazione. La sua storia personale è intrecciata con la violenza della guerra civile salvadoregna, da cui fuggì con la famiglia dopo essere scampato a un attacco armato.
Il viaggio verso gli Stati Uniti fu un percorso di tentativi falliti, deportazioni e una breve detenzione in Messico, fino all’ingresso definitivo nel 1990. Arrivò con “uno zaino e un sogno”, come ha ricordato, trovando lavori saltuari nelle pulizie e nell’edilizia prima di intraprendere il cammino verso il sacerdozio.
Negli anni, Menjivar‑Ayala è diventato una voce autorevole tra i cattolici di origine centroamericana, sostenendo i diritti degli immigrati e criticando le politiche più dure dell’amministrazione Trump. La sua nomina arriva mentre Papa Leone XIV continua a richiamare gli Stati Uniti a un trattamento più umano degli stranieri, denunciando pubblicamente atteggiamenti “estremamente irrispettosi” nei confronti dei migranti.
Il nuovo vescovo ha promesso di ascoltare giovani, lavoratori, poveri e immigrati, definendoli “partner nella missione”. Per molti fedeli della diocesi, la sua storia di resilienza rappresenta un segnale di rinnovamento in una regione segnata da crisi economiche e spopolamento. Per la Chiesa americana, è il ritratto di un Paese in trasformazione, dove un ex immigrato senza documenti può diventare guida spirituale di un’intera comunità.





