Le nuove normative canadesi sullo streaming imporranno a Netflix, Disney+ e agli altri grandi operatori un aumento significativo dei costi operativi, dopo che il CRTC — l’autorità di regolamentazione radiotelevisiva del Paese — ha annunciato un forte incremento dei contributi obbligatori destinati alla produzione di contenuti canadesi. La misura, resa possibile dall’Online Streaming Act approvato nel 2023, porta l’obbligo di investimento dal precedente 5% al 15% dei ricavi annuali generati in Canada, triplicando di fatto l’impegno richiesto alle piattaforme.
Secondo il CRTC, l’obiettivo è stabilizzare il finanziamento alla produzione nazionale a circa 2 miliardi di dollari l’anno, sostenendo film, serie, notiziari e contenuti indigeni. Le nuove regole si applicano a tutte le piattaforme con almeno 25 milioni di dollari di ricavi canadesi, mentre per i broadcaster tradizionali il contributo scenderà al 25%, rispetto al precedente intervallo tra il 30% e il 45%. Le piattaforme con ricavi superiori ai 100 milioni dovranno inoltre destinare una quota dei loro investimenti a partnership con produttori locali.
Netflix e Disney hanno già contestato in tribunale le prime versioni del regolamento, sostenendo che l’obbligo di versare una percentuale fissa dei ricavi rappresenti un freno alla competitività e un potenziale ostacolo commerciale nei rapporti con gli Stati Uniti. Washington, infatti, ha definito la normativa un possibile “irritante commerciale” in vista dei futuri negoziati bilaterali.
Il CRTC ha però ribadito che le piattaforme globali devono contribuire in modo equo al sistema culturale canadese, soprattutto in un mercato in cui la fruizione di contenuti online supera ormai quella televisiva tradizionale. Le nuove norme includono anche requisiti di visibilità dei contenuti canadesi sulle piattaforme, con ulteriori dettagli attesi nei prossimi mesi. Per Netflix e Disney, l’impatto economico sarà immediato.


