Secondo fonti governative statunitensi citate dal ‘Washington Post’, la Russia avrebbe fornito all’Iran informazioni di intelligence utili a individuare asset militari statunitensi dispiegati nel Medio Oriente, introducendo un elemento potenzialmente destabilizzante nell’escalation tra Stati Uniti, Israele e Repubblica islamica.
Le informazioni condivise da Mosca riguarderebbero la localizzazione di unità navali e piattaforme aeree americane attive nel teatro mediorientale. Questo flusso informativo, sempre secondo funzionari dell’amministrazione statunitense, sarebbe iniziato nelle prime fasi della campagna militare avviata dopo gli attacchi aerei condotti congiuntamente da Washington e Tel Aviv contro infrastrutture militari iraniane. I raid hanno colpito centinaia di obiettivi strategici, tra cui basi missilistiche, installazioni navali e centri di comando.
Dall’inizio delle ostilità, Teheran ha risposto con una strategia di guerra asimmetrica, lanciando migliaia di droni d’attacco e numerosi missili balistici contro installazioni militari statunitensi, sedi diplomatiche e infrastrutture nei paesi del Golfo che ospitano basi americane.
Parallelamente, l’offensiva statunitense e israeliana ha progressivamente indebolito alcune capacità militari iraniane, colpendo sistemi di difesa aerea, lanciatori di missili e nodi della catena di comando.
Vantaggi strategici
Il presunto supporto informativo russo avrebbe contribuito a migliorare la capacità iraniana di individuare obiettivi militari statunitensi, soprattutto nei primi giorni della campagna. Analisti citati dai media americani ritengono che il Cremlino possa intravedere vantaggi strategici in un conflitto prolungato tra Washington e Teheran, tra cui un possibile aumento dei prezzi dell’energia e lo spostamento dell’attenzione politica e militare occidentale dal fronte ucraino. Ma, secondo le stesse analisi, la priorità strategica di Mosca resta il conflitto in Ucraina, elemento che potrebbe spiegare la scelta di limitare il coinvolgimento a un sostegno indiretto, evitando per ora un impegno militare diretto nel confronto tra Stati Uniti e Iran.





