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Papa Leone XIV

Leone XIV: “Non numeri ma volti”. Alle Canarie l’appello alla solidarietà e all’accoglienza

Nell'ultima giornata della visita a Gran Canaria il Pontefice incontra la Chiesa locale, ringrazia operatori pastorali
venerdì, 12 Giugno 2026
1 minuto di lettura

L’unione con Cristo è allo stesso tempo unione con tutti gli altri”. Da qui nasce la solidarietà cristiana che Papa Leone XIV ha indicato come risposta concreta alle sfide di un tempo “non esente da turbolenze e contraddizioni”. Nell’incontro con vescovi, sacerdoti, religiosi, seminaristi e operatori pastorali nella Cattedrale di Sant’Anna, il Pontefice ha incoraggiato la Chiesa locale a proseguire nel servizio di accoglienza, ascolto e vicinanza verso i più fragili.

Abbracciare i fratelli

Voi abbracciate la croce di Cristo quotidianamente come cirenei, accompagnando tanti fratelli e sorelle crocifissi dai drammi della vita”, ha affermato Leone XIV, ringraziando per il “generoso lavoro di carità e misericordia”. Nel suo discorso ha richiamato le parole del Vangelo di Matteo sull’assistenza agli affamati, agli stranieri, ai malati e ai detenuti, indicando nella cura degli ultimi il cuore della missione ecclesiale.

L’accoglienza alle Cavarie

Prima dell’incontro, il Papa era stato accolto dal vescovo delle Canarie, mons. José Mazuelos Pérez. Al suo arrivo a Las Palmas aveva ricevuto dal sindaco Carolina Darias la Chiave d’Oro della città. Particolarmente intenso il momento vissuto al porto di Arguineguín, uno dei principali punti di approdo della rotta migratoria atlantica. Qui Leone XIV ha ascoltato quattro testimonianze che hanno raccontato il volto umano delle migrazioni.

Essere presenti

Dal comandante del Salvamento Marítimo, Tito Villarmea, che in diciotto anni ha partecipato al salvataggio di oltre 20 mila persone, alla volontaria Caritas Maria Reyes Alemán Cruz, che ha ricordato l’importanza di “essere presenti, aiutare e accompagnare”. Commovente anche la storia di Blessing, donna nigeriana sopravvissuta alla tratta e allo sfruttamento sessuale, che grazie al sostegno della Chiesa è riuscita a ricostruire la propria vita. Infine la testimonianza di Maria Fernanda López Meza, imprenditrice colombiana arrivata alle Canarie da migrante e oggi alla guida di un’impresa. “Non statistiche ma volti, non numeri ma storie”: è il messaggio che ha accompagnato il Pontefice in una giornata segnata dall’incontro con le periferie della sofferenza e della speranza, prima della celebrazione conclusiva della Messa allo Stadio di Gran Canaria.

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