Dopo l’incontro con Zelensky, gli ambasciatori di Francia, Germania e Regno Unito a Mosca hanno incontrato il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin. Il ministero russo ha accusato le leadership dei tre Paesi di portare avanti una “politica distruttiva” e di incoraggiare Kiev a proseguire il conflitto con il sostegno della “coalizione occidentale dei volenterosi”. Il portavoce del ministero degli Esteri francese, Pascal Confavry, ha spiegato che i tre ambasciatori hanno condannato “la recente escalation” russa e le campagne di manipolazione dell’informazione. I diplomatici hanno inoltre illustrato i punti della dichiarazione congiunta di Starmer, Macron e Merz dopo il vertice di Londra con Volodymyr Zelensky. La linea resta il sostegno a colloqui diretti tra Ucraina e Russia, con partecipazione americana ed europea, per arrivare a un cessate il fuoco e definire i parametri di una pace duratura. La portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anitta Hipper, ha ribadito che l’Ue cerca di convincere Mosca ad accettare “una pace autentica, duratura e giusta”, ma ha aggiunto che “al momento” non vede segnali in questa direzione. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha assicurato al Bundestag che Berlino continuerà a sostenere Kiev “finché sarà necessario”. L’Ucraina, ha detto, “non sta difendendo solo i suoi cittadini e la sua libertà ma anche la nostra libertà”.
La linea italiana
Giorgia Meloni ha chiesto agli alleati di individuare “una figura autorevole” che rappresenti l’Europa nei colloqui sulla guerra. Nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo, la premier ha condannato gli ultimatum russi a Kiev e le violazioni dello spazio aereo dell’Ue e della Nato, definite “comportamenti inaccettabili”. Allo stesso tempo ha avvertito che la fermezza verso Mosca “non deve trasformarsi in cecità diplomatica o autoesclusione” e ha sostenuto la necessità di tenere aperti i canali utili al negoziato. Sergio Mattarella, durante il pranzo con Meloni e i ministri competenti, ha giudicato “molto opportuno” che l’Unione europea si presenti “con una voce sola” nei confronti di Ucraina e Russia. Antonio Tajani ha criticato il formato E3, definendolo “non il miglior formato” per rappresentare tutti i 27 Paesi europei. La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Consiglio Ue con 170 voti favorevoli, 138 contrari e 3 astenuti. Respinte le proposte che chiedevano lo stop al sostegno a Kiev.
Crimea isolata
Intanto Kiev punta a tagliare le linee russe verso la Crimea occupata. Dopo gli attacchi ucraini contro strade, ponti, convogli e infrastrutture usate da Mosca per rifornire il fronte meridionale, le stazioni di servizio della penisola sono rimaste senza carburante. A Sebastopoli i camion cisterna non sono riusciti a raggiungere la città, mentre a Yevpatoriya si sono formate code davanti alle poche pompe operative. In un’intervista a Reuters, il comandante delle Forze ucraine dei sistemi senza pilota, Robert “Madyar” Brovdi, ha rivendicato l’obiettivo dell’offensiva: “Isoleremo la Crimea nel prossimo futuro”.
Secondo Brovdi, entro un mese Kiev potrà avere il controllo sull’autostrada Novorossiya, una delle principali vie di rifornimento russe. La Marina ucraina ha annunciato anche il lancio di missili Neptune contro un’installazione militare russa a Sebastopoli, con la distruzione di depositi di armi e attrezzature della Flotta del Mar Nero. Nel nord della Crimea, vicino ad Armyansk, Kiev ha riferito di avere colpito un convoglio russo di circa 50 camion carichi di carburante e munizioni, mentre Mosca cercava vie alternative dopo il danneggiamento del ponte di Chonhar.
La risposta russa
Mosca ha denunciato nuovi attacchi ucraini nelle regioni di confine. Nella notte, l’Aeronautica ucraina ha segnalato un attacco con due missili balistici Iskander M e 221 droni, 195 dei quali sarebbero stati abbattuti. A Bryansk si è registrato un morto, tre feriti a Belaya Berezka. Kiev ha denunciato a sua volta un raid russo contro un deposito ferroviario nella regione di Sumy, con una lavoratrice uccisa e quattro ferrovieri feriti, secondo Ukrzaliznytsia.
Nella parte occupata di Zaporizhzhia, il governatore imposto dal Cremlino, Evgeny Balitsky, ha parlato di due morti e sette feriti in 24 ore per attacchi con droni. Resta alta l’attenzione sulla centrale nucleare occupata dalle forze russe. Dopo un attacco, l’impianto ha perso l’alimentazione elettrica esterna per la diciannovesima volta dall’inizio dell’invasione, secondo l’Aiea. La direzione della centrale ha assicurato di avere adottato le misure necessarie per la sicurezza dei reattori.





