La Nigeria è diventata l’ultimo Paese africano a rimpatriare i propri cittadini dal Sudafrica, nel pieno di una nuova ondata di ostilità contro i migranti. Un volo con 268 persone è atterrato a Lagos dopo essere decollato da Johannesburg, parte di un gruppo di circa mille nigeriani registrati per il rientro volontario.
Operazioni simili sono già state avviate da Ghana, Zimbabwe e Malawi, mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno fissata da alcuni attivisti sudafricani come ultimatum per l’espulsione dei migranti irregolari. Molti africani si erano trasferiti in Sudafrica dopo la fine dell’apartheid nel 1994. Ma con un tasso di disoccupazione superiore al 30% e servizi pubblici in affanno, il sentimento anti‑immigrati è tornato a crescere, alimentando proteste e nuovi episodi di violenza xenofoba nelle principali città. Tra i rimpatriati c’è Justin, residente in Sudafrica dal 1998, che alla BBC ha raccontato aggressioni e minacce. Anche Chinwe Osuala, parrucchiera e madre di tre figli, ha descritto un clima di paura.
Pur lasciando il Paese, ha ricordato che molti sudafricani l’hanno salutata in lacrime. Le autorità nigeriane hanno annunciato che i rimpatriati saranno trasferiti in tutte le 36 regioni del Paese e riceveranno un sostegno economico iniziale. Non esistono dati ufficiali sul numero delle vittime degli ultimi attacchi, ma il Mozambico sostiene che i propri cittadini siano stati uccisi a causa della xenofobia. Il Console Generale nigeriano in Sudafrica, Ninikanwa Okey‑Uche, ha respinto l’idea che i migranti siano responsabili della crisi economica sudafricana, ricordando che rappresentano meno del 10% della popolazione.
Ha accusato alcuni gruppi di usarli come capro espiatorio e ha chiesto arresti immediati contro chi incita alla violenza. Il presidente Cyril Ramaphosa ha annunciato nuove misure contro l’immigrazione irregolare, tra cui tribunali dedicati e un database biometrico nazionale, invitando i cittadini a non farsi giustizia da soli.





