giovedì, 28 Ottobre, 2021
Sanità

Guardie mediche. Maio (Fimmg): “Da anni denunciamo carenze e rischi”

“Le guardie mediche carenti di farmaci e tutele personali? Nessun stupore”. Tommasa Maio, segretario nazionale di FIMMG Continuità Assistenziale, commenta con amara è evidenza quanto emerso al termine del blitz nazionale che ha denunciato irregolarità in 390 sedi in tutta Italia, carenze su una sede su 4.

“La situazione rilevata dai Carabinieri del Nas nelle sedi di continuità assistenziale non ci stupisce”, rileva Tommasa Maio, “anzi, sono anni che denunciamo tutte le carenze che oggi trovano riscontro. Ritengo che a questo punto sia necessario un incontro urgente con il Ministro Roberto Speranza per affrontare e superare i problemi in maniera unitaria e con soluzioni che non possono essere parcellari e Irregolarità che Fimmg Continuità Assistenziale ha più volte denunciato, sollecitando iniziative, rivolgendosi a tutti i livelli di competenza: provinciale, regionale e nazionale, anche con report molto dettagliati. Tra le altre iniziative la Fimmg ha chiesto un incontro urgente con il ministro della salute Roberto Speranza.

“Il tema delle carenze legate alla continuità assistenziale”, fa presente Maio, “è un tema che mette a rischio la salute. Nell’ormai inveterata indifferenza di chi avrebbe la responsabilità di garantire la sicurezza per i professionisti e i cittadini, mancano anche in epoca Covid i più elementari sistemi di sicurezza. È a rischio la sopravvivenza stessa di un sistema vitale per l’assistenza, sul quale non si è voluto investire. La precarietà dei luoghi e delle condizioni di lavoro, inoltre, allontano i medici da questa scelta professionale. Nel più alto interesse della salute pubblica, queste carenze ora vanno affrontate e risolte”. Le questioni da discutere e risolvere sono tante, ma alcune hanno la priorità, il primo è il problema delle aggressioni e dell’inadeguatezza degli ambienti di lavoro.

“È necessario”, osserva il segretario nazionale di Fimmg Continuità Assistenziale, “che si mettano in campo tutte le azioni atte a garantire un contrasto reale dei fenomeni di aggressione ai danni dei medici. Servono procedure e tecnologie che possano garantire una riconoscibilità di quanti accedono al servizio ed è essenziale che gli ambienti di lavoro rispettino i requisiti minimi previsti dalla legge per la tutela della salute ma, più in generale, bisogna ripensare il modello organizzativo nell’ottica di una continuità assistenziale che sappia valorizzare la professionalità e l’indipendenza operativa dei medici convenzionati nel quadro di una efficiente organizzazione”.

Per evitare ulteriori polemiche in un momento di estrema delicatezza e incertezza socio sanitaria, Tommasa Maio rilancia la possibilità di trovare le forze di un dialogo costruttivo.

“Non ci stupisce purtroppo quanto è emerso dal blitz”, conclude l’esponente della Fimmg Continuità Assistenziale, “e riteniamo nostro dovere andare avanti affinché queste denunce non cadano nel vuoto. Siamo certi che il ministro Speranza, come ha dimostrato sino ad oggi, saprà accogliere le istanze della categoria, attribuendo la giusta importanza alla questione”.

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