lunedì, 20 Settembre, 2021
Sanità

La critica. Federfarma: la legge di Bilancio condanna le farmacie, tetti di spesa da rivedere o ci saranno fallimenti

Federfarma all’attacco della legge di Bilancio, che tra riduzioni dei tetti di spesa farmaceutica, restrizioni e mancati sostegni economici, provocherà la chiusura di molte farmacie, già un gravi difficoltà finanziarie. La
critica dai toni pesanti e preoccupati arriva da Federfarma che commenta uno degli emendamenti alla manovra approvati dalla Commissione Bilancio che punta ad una ridefinizione dei tetti della spesa farmaceutica.

“Le più recenti versioni della Legge di bilancio, ormai prossima ad essere varata, inducono Federfarma ad una severa presa di posizione per il sostanziale disinteresse che si registra nei confronti delle farmacie italiane. In particolare, lascia perplessi la presenza di disposizioni finanziarie che rideterminerebbero il tetto per la spesa farmaceutica convenzionata al 7%, rispetto all’attuale 7,96%, senza alcuna misura di bilanciamento economico a sostegno della ormai precaria situazione finanziaria in cui versano le farmacie italiane”. Federfarma si dichiara sconcertata dai tagli proprio in un momento in cui le farmacie sono state un presidio di grande rilevanza e sicurezza a tutela dei cittadini.

“Appare sorprendente”, scrive Federfarma, “che, a fronte delle progressive riduzioni delle risorse provenienti proprio dalle attività inerenti l’erogazione dei farmaci in regime di Servizio sanitario nazionale – che per il 2020 registrano un ulteriore importante decremento -, e che minano ulteriormente le condizioni di precario equilibrio finanziario delle farmacie, non sia stata neanche presa in considerazione l’ormai indifferibile esigenza di varare un nuovo modello di remunerazione, peraltro previsto per legge dal 2012: unica condizione per garantire le condizioni minime di sostenibilità economica delle farmacie stesse. A nulla, evidentemente, è valso l’impegno che le farmacie hanno profuso – e continuano ad assicurare con professionalità e dedizione unanimemente riconosciute – per fronteggiare la pandemia in atto”. Per Federfarma molte farmacie hanno hanno esposizioni finanziare con le banche e sono ad un passo dalla chiusura.

“A nulla vale, quindi, considerare le farmacie come baluardo del Servizio sanitario nazionale”, prosegue amareggiata la Federazione dei farmacisti, “come presidio di prima assistenza alla popolazione (prova ne siano i più recenti servizi assicurati per lo screening della cittadinanza o il progetto di supporto nella campagna vaccinale anti-Covid) se poi viene negata ogni forma di sussistenza finanziaria. È allora necessario evidenziare, una volta per tutte, che senza una vera riforma della remunerazione non solo verrà meno la possibilità di investire per l’erogazione di servizi a favore dei cittadini, ma vengono, ora, a crearsi le condizioni per esporre al rischio di fallimento le farmacie: il tasso di indebitamento verso le banche e i fornitori non è più sostenibile e un grande numero di farmacie è ormai in crisi irreversibile, alcune di esse
sono già avviate a procedure concorsuali e altre a pratiche di concordato concluse”. Con uno scenario futuro che la Federazione dei farmacisti vede aggravarsi.

Ancor più grave”, conclude il documento di Federfarma, “è immaginare che le attuali condizioni economiche, già precarie, peggioreranno significativamente in base ai dati della spesa farmaceutica per il 2020, esponendo le farmacie a ormai certi fallimenti e alla indiscriminata cessione verso le offerte del capitale: non è questa la farmacia che tutte le Istituzioni hanno lodato, non è questa la farmacia che il Ministro della salute indica come modello razionale, evoluto e vicino al cittadino, non è questa la farmacia di Federfarma”.

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