Il Presidente della Repubblica rivolge gli auguri alle comunità ebraiche italiane e richiama i valori della giustizia, della solidarietà e della pace: “Antidoti a ogni forma di intolleranza e discriminazione. Rivolgo a tutti i concittadini delle comunità ebraiche italiane e agli ospiti o residenti di fede ebraica presenti nel nostro Paese i migliori auguri in occasione delle festività di Rosh haShanà”. Con queste parole il Capo dello Stato ha aperto la sua dichiarazione in occasione del Capodanno ebraico per poi sottolineare il significato dell’inizio del nuovo anno nel calendario ebraico, capace di suscitare “sentimenti di speranza e di rinascita” e di richiamare ciascuno alla responsabilità di “coltivare le ragioni della riconciliazione, del dialogo e del rispetto reciproco”.
Un richiamo che riguarda tutta l’umanità
Secondo Mattarella queste aspirazioni non appartengono soltanto a una singola comunità religiosa, ma rappresentano valori largamente condivisi: “Queste benevole aspirazioni sono largamente condivise dal’’umanità, senza distinzioni di credo religioso, concezione filosofica o convinzione politica”. La ricorrenza di Rosh haShanà, ha aggiunto, costituisce dunque un invito a tradurre tali principi in comportamenti concreti, nelle “opere della quotidianità”.
“Un momento storico esposto a incertezze e conflitti”
Nel messaggio trova spazio anche una riflessione sull’attuale scenario storico. Per Mattarella, l’esortazione al dialogo e alla riconciliazione assume oggi un significato ancora più forte: “Occorre accogliere questa esortazione in senso ancor più cogente nell’attuale momento storico, esposto a incertezze, conflitti, al rischio che nuovi muri si frappongano permanentemente tra le persone.
Un rischio rispetto al quale, secondo il Presidente, nessuno può sottrarsi alle proprie responsabilità.
Giustizia, solidarietà e pace come capisaldi della Repubblica
“È dovere di tutti, indistintamente, concorrere a scongiurare tali derive nefaste”, ha ricordato Mattarella, invitando a impedire che “i valori della giustizia, della solidarietà e della pace siano sviliti, ridotti a idealismi astratti, subordinati a logiche di pura prevaricazione”. Per il Presidente della Repubblica, questi principi rappresentano invece elementi fondanti della comunità nazionale: “Sono, al contrario, i capisaldi della Repubblica Italiana e della vita della nostra comunità nazionale, antidoti a ogni forma di intolleranza e discriminazione”.
L’auspicio per una convivenza fondata sul pluralismo
Nella parte conclusiva del messaggio Mattarella ha rivolto un invito alla riflessione sul valore di questi principi per la convivenza civile e per le relazioni internazionali: “Che questi giorni di festa possano indurre tutti a riflettere su quanto essi siano presupposti irrinunciabili per una civile e proficua convivenza, per la costruzione di società più coese nel rispetto del pluralismo, per la salvaguardia di un ordine internazionale pacifico, prospero, equo e regolato dal diritto”.





