Il Sudafrica consegnerà agli Stati Uniti sei cittadini nigeriani accusati di appartenere alla rete criminale Black Axe, una delle organizzazioni più note nel panorama delle frodi digitali globali. La decisione, annunciata dalla polizia sudafricana, arriva dopo anni di indagini e cooperazione internazionale. I sei uomini, arrestati nel 2021, sono ricercati dagli Stati Uniti per frode telematica, riciclaggio di denaro e altre attività criminali legate a truffe sentimentali online.
Saranno consegnati nel pomeriggio a funzionari dell’FBI e del Secret Service all’aeroporto internazionale di Città del Capo. Secondo l’unità d’élite Hawks, i sospetti avrebbero preso di mira oltre 100 donne negli Stati Uniti, tra cui pensionate e imprenditrici, sottraendo più di 100 milioni di rand (circa 6,2 milioni di dollari) attraverso sofisticati schemi di romance scam. Le vittime venivano manipolate emotivamente e convinte a inviare denaro per emergenze inventate, investimenti fasulli o spese mediche inesistenti.
Black Axe affonda le sue radici nella Neo Black Movement of Africa, una confraternita studentesca nata alla fine degli anni ’70. Nel tempo si è trasformata in un’organizzazione criminale strutturata, attiva nel cybercrime, nel riciclaggio di denaro e in traffici finanziari illeciti. Negli ultimi anni, operazioni coordinate hanno portato all’arresto di membri del gruppo in Svizzera, Spagna, Italia, Canada e Regno Unito, confermando la natura transnazionale della rete.
L’estradizione rappresenta un nuovo capitolo nella collaborazione tra Sudafrica e Stati Uniti contro la criminalità informatica. Washington considera le romance scam una minaccia crescente, con perdite annuali di miliardi di dollari e un impatto psicologico devastante sulle vittime. Per Pretoria, il Paese vuole dimostrare di essere un partner affidabile nella lotta contro le reti criminali che sfruttano le vulnerabilità del mondo digitale. Gli esperti sottolineano che organizzazioni come Black Axe prosperano grazie a piattaforme social non regolamentate, identità digitali falsificate, trasferimenti internazionali difficili da tracciare e vittime isolate. La sfida è costruire una risposta internazionale coordinata che combini indagini digitali, educazione pubblica e cooperazione giudiziaria.





