Il Pil italiano avanza dello 0,2% nel secondo trimestre e dell’1% su base annua. Investimenti, export e occupazione sostengono il quadro economico, ma restano aperti i nodi del lavoro femminile e dei giovani. L’europarlamentare del PPE: “L’Italia non è più il problema dell’Europa, può essere parte della soluzione”.
L’Italia cresce, aumenta l’occupazione e rafforza il peso del lavoro stabile. È il quadro richiamato da Letizia Moratti, Europarlamentare del PPE e Presidente della Consulta nazionale di Forza Italia, che, commentando gli ultimi dati su economia e lavoro, invita l’Unione europea ad accelerare sul terreno della crescita e della competitività.
Secondo Moratti, i risultati italiani premiano «la stabilità e la serietà dell’azione del Governo» e dimostrano che il Paese può assumere un ruolo da protagonista nella ripresa europea. Il messaggio rivolto a Bruxelles è però altrettanto netto: senza una maggiore capacità di crescita e senza un rafforzamento della competitività, sostiene, diventa difficile difendere il modello sociale europeo.
Pil in crescita
Sul fronte della crescita il Pil italiano è aumentato dello 0,2% nel secondo trimestre del 2026 rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel confronto indicato sui Paesi del G7, la crescita reale italiana nell’ultimo anno si colloca al terzo posto, alle spalle degli Stati Uniti, al +2,1%, e della Gran Bretagna, al +1,17%. L’Italia risulta sostanzialmente in linea con la Germania e davanti a Canada, Giappone e Francia. La crescita italiana è inoltre superiore alla media dell’area euro.
Tra gli elementi evidenziati c’è soprattutto l’andamento degli investimenti. Nell’ultimo anno gli investimenti fissi lordi in Italia sono cresciuti del 3,3%, a fronte dello 0,1% registrato in Germania e dello 0,2% in Francia.
Occupazione al 63,2%, disoccupazione al 5,8%
Positivo anche il contributo dell’export, aumentato del 4,4%. La stessa percentuale di crescita viene registrata, nei primi sei mesi dell’anno, dalle presenze turistiche straniere, con circa 5,5 milioni di presenze in più. Per Moratti questi numeri acquistano un significato ancora maggiore se inseriti in un contesto europeo caratterizzato da un andamento più lento. «L’Italia non è più il problema dell’Europa: può essere parte della soluzione», afferma l’europarlamentare, chiedendo all’Unione di rimettere al centro industria, investimenti e competitività, intervenendo sui costi dell’energia, sulla semplificazione delle regole e sulla mobilitazione di nuove risorse per gli investimenti.
L’altro dato centrale riguarda il mercato del lavoro. A luglio gli occupati sono aumentati di 307 mila unità rispetto a un anno prima e il tasso di occupazione ha raggiunto il 63,2%. Nello stesso periodo il tasso di disoccupazione è sceso al 5,8%. A cambiare non è soltanto il numero complessivo degli occupati, ma anche la composizione del lavoro. Rispetto a luglio 2025 si contano infatti 393 mila lavoratori a tempo indeterminato in più, mentre gli occupati con contratto a termine diminuiscono di 82 mila unità.
È proprio la crescita dell’occupazione stabile uno degli aspetti sottolineati da Moratti, secondo cui una maggiore sicurezza lavorativa può tradursi nella possibilità, per le persone, di programmare con più fiducia il proprio futuro, dalla famiglia alla casa. L’obiettivo, osserva, non deve quindi essere soltanto l’aumento del Pil, ma anche la creazione di maggiori opportunità e fiducia.
Donne, resta un divario di oltre 17 punti
Accanto ai segnali positivi restano però alcune criticità. La prima riguarda l’occupazione femminile. Il relativo tasso, pur in aumento, si ferma al 54,5%, contro il 71,8% degli uomini. Il divario tra uomini e donne rimane quindi superiore ai 17 punti percentuali, indicando uno dei fronti sui quali, secondo Moratti, è necessario accelerare.
Giovani, occupazione al 17,1%
Critica anche la situazione delle fasce più giovani della popolazione. Tra i 15 e i 24 anni il tasso di occupazione è sceso al 17,1%, mentre quello di inattività è salito al 78,9%. È su questi due fronti, giovani e donne, che la crescita economica è chiamata a tradursi maggiormente in nuove opportunità di lavoro.
La sfida europea
Per Moratti la sfida italiana finisce così per coincidere con quella dell’intera Europa. Le priorità indicate sono l’aumento della produttività, la riduzione del costo del lavoro, il sostegno alle imprese che investono e assumono, l’ampliamento delle opportunità per giovani e donne e un intervento sul tema dei salari. Sul piano europeo, la linea proposta da Forza Italia e dal PPE punta a un’Unione con meno burocrazia e vincoli, e con maggiore attenzione a competitività, investimenti e occupazione. “L’Italia sta dimostrando che crescere è possibile”, conclude Moratti.





