Gli italiani comprano più prodotti biologici, ma nelle campagne diminuiscono le superfici dedicate e si riduce il numero degli operatori. È il quadro che emerge dai dati 2025 di Ismea, richiamati da Confagricoltura in occasione della Giornata europea del biologico. Il settore deve fare i conti con le conseguenze delle avversità climatiche sulle colture, l’aumento dei costi di produzione, il peso degli adempimenti amministrativi e le incertezze dello scenario internazionale. Una combinazione di fattori che, secondo Confagricoltura, ha spinto diverse aziende ad abbandonare il sistema produttivo certificato.
La superficie coltivata con metodo biologico in Italia si attesta a 2,37 milioni di ettari, con una diminuzione del 5,4% rispetto all’anno precedente. Le aziende agricole bio sono 85.443, mentre il numero complessivo degli operatori raggiunge quota 95.386, in calo dell’1,8%.
La tendenza cambia sul fronte della domanda. I consumi domestici di prodotti biologici registrano un incremento del 9,2%. Il comparto rappresenta il 4% del valore complessivo dell’agroalimentare italiano.
“Redditività delle imprese a rischio”
Per Gian Maria Cunial, Presidente della Federazione nazionale Agricoltura Biologica di Confagricoltura, il problema centrale riguarda la sostenibilità economica delle aziende.
«L’attuale contesto normativo e le dinamiche di mercato gravano troppo sulle imprese agricole, minacciandone la redditività», afferma Cunial, che chiede una concorrenza leale e standard uguali anche per le importazioni. Il Presidente della Federazione indica inoltre la necessità di valorizzare le produzioni italiane e richiama il nuovo marchio bio nazionale, considerato uno strumento per tutelare le eccellenze agricole e renderle maggiormente riconoscibili ai consumatori.
Le preoccupazioni degli agricoltori europei
Le difficoltà non riguardano soltanto l’Italia. Secondo un recente sondaggio del Copa Cogeca tra gli agricoltori dell’Unione europea, la sostenibilità economica delle imprese rappresenta la priorità.
Emilio Fidora, Presidente del Gruppo Agricoltura Biologica del Copa Cogeca, indica tra gli obiettivi la crescita dei consumi e maggiori investimenti nell’informazione e nell’educazione delle nuove generazioni, per accrescere la conoscenza del valore delle produzioni biologiche e del significato del marchio europeo.
La richiesta per la prossima Pac
Lo sguardo è rivolto anche alla prossima Politica agricola comune. Fidora chiede misure specifiche per l’intera filiera, dalla produzione alla commercializzazione, insieme all’istituzione di una Organizzazione comune di mercato dedicata al biologico.
L’obiettivo indicato dal settore è sostenere le aziende in una fase nella quale alla crescita della domanda non corrisponde un analogo rafforzamento della base produttiva.





