A New York cresce la tensione attorno all’arrivo di Mohan Bhagwat, leader della Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), il movimento nazionalista indù considerato l’ideologico “genitore” del partito al governo in India, il Bharatiya Janata Party (BJP). Bhagwat è atteso sabato al Madison Square Garden, dove parlerà davanti a circa 5.000 membri della comunità indo‑americana durante l’evento “Universal Oneness Celebration”, organizzato da American Hindus for Engagement and Dialogue. La visita ha scatenato proteste, critiche politiche e persino richieste di sanzioni da parte della US Commission on International Religious Freedom, che ha invitato Washington a revocare il visto di Bhagwat e a valutare misure contro membri dell’RSS per presunte violazioni della libertà religiosa in India. Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha preso una posizione netta, definendo l’ideologia RSS “esclusiva e incompatibile con la pluralità della città”.
Le sue parole hanno alimentato un dibattito acceso, con la Hindu American Foundation che lo ha accusato di non rispettare il dovere di proteggere tutti i cittadini, indipendentemente da origine o credo. L’RSS, fondato un secolo fa come gruppo paramilitare, è spesso accusato dai critici di promuovere l’ideologia Hindutva, che mira a definire l’identità indiana in termini di valori indù.
Le sue ramificazioni politiche sono state associate a episodi di intolleranza, violenze contro minoranze, demolizioni di proprietà musulmane e linciaggi. Hindus for Human Rights, l’Indian American Muslim Council e l’Interfaith Center of New York hanno chiesto la cancellazione dell’incontro, denunciando un tentativo di “normalizzare” un movimento che, secondo loro, alimenta divisioni e discriminazioni.
Il ricercatore Bill Drexel del Hudson Institute nota che il gruppo sta cercando di presentarsi come un movimento dialogante e inclusivo, ora che il partito che ha contribuito a creare è al potere in India.




