Il raid russo che ha colpito l’Ucraina ha registrato anche lo sconfinamento di alcuni droni nello spazio aereo della Polonia. Una situazione non nuova che ha portato il premier polacco Donald Tusk a convocare ”il team di coordinamento con la partecipazione del ministro della Difesa e dei servizi competenti, che da molte ore stanno lavorando sul luogo dell’incidente e mi stanno fornendo sistematicamente informazioni su tutte le sue circostanze”. In un secondo messaggio affidato ai social, Tusk ha riferito di essere in contatto con tutti i leader europei, che ”dichiarano piena solidarietà e disponibilità a fornire qualsiasi aiuto”.
Paesi baltici: più pressione sulla Russia
”Gli attacchi sono un ulteriore promemoria che la Russia risponde a ogni sforzo diplomatico con sempre maggior terrore. La pace non può essere raggiunta attraverso concessioni all’aggressore, ma richiede una pressione sostenuta sulla Russia e un sostegno incrollabile per l’Ucraina”, ha scritto stamane sul suo profilo X il ministro degli Esteri lituano Kestutis Budrys, invitando ad accelerare l’adozione del 22° pacchetto di sanzioni europee nei confronti di Mosca.
Di analoga durezza le parole del ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna, che ha accusato la Russia di colpire deliberatamente i civili con l’obiettivo di seminare terrore tra la popolazione. ”La Russia deve essere sottoposta a un crescente isolamento politico, economico e diplomatico fino al giorno in cui porrà fine alla sua guerra di aggressione, si ritirerà dall’Ucraina e sarà ritenuta pienamente responsabile”, ha scritto Tsahkna.
Ue: nuovo esborso di 3,47 miliardi
Sul fronte del sostegno europeo a Kiev, la Commissione ha annunciato un nuovo esborso di 3,47 miliardi di euro. ”Siamo arrivati a 8,5 miliardi per l’Ucraina nell’ambito del programma di sostegno finanziario per la difesa da 90 miliardi. Abbiamo già stanziato 5 miliardi per i droni e ora ne stiamo stanziando altri tre e mezzo, essenzialmente, principalmente per i caccia che avete menzionato”, ha spiegato un portavoce della Commissione europea durante il briefing quotidiano con la stampa. ”Vogliamo arrivare a 28 miliardi di euro per la difesa entro la fine di quest’anno”,
Il Cremlino: presi altri quattro villaggi
Sul terreno, il ministero della Difesa di Mosca ha affermato che nelle ultime 24 ore le forze russe hanno conquistato altri quattro villaggi in tre regioni ucraine. ”Le unità del gruppo di forze Nord hanno stabilito il controllo sugli insediamenti di Mogrytsia e Malaya Sloboda nella regione di Sumy e su Yurtchenkovo nell’oblast di Kharkiv”, ha riferito il dicastero sul proprio canale Telegram. Le forze del gruppo Centro, aggiunge il ministero, hanno invece conquistato l’insediamento di Krasnoyarskoye, nella regione di Donetsk.
Kiev attacca il porto di Taman
Droni ucraini hanno intanto attaccato il porto di Taman, nel Territorio di Krasnodar, nel sud della Russia, provocando danni alle infrastrutture portuali. Lo ha riferito in un comunicato l’ufficio stampa della procura competente per i trasporti della Federazione Russa. ”Si segnalano feriti. Sono stati causati danni alle infrastrutture portuali”, si legge nella nota, citata da Interfax. Le operazioni di carico sono state sospese.
Kiev, parla Mykhailo Fedorov
Sul fronte politico interno ucraino, Mykhailo Fedorov ha spiegato il suo licenziamento da ministro della Difesa con la resistenza dell’apparato alle riforme del sistema di approvvigionamento militare, precisando che la decisione non sarebbe stata legata a ”disaccordi personali” con il comandante delle forze ucraine, Aleksandr Syrsky, a sua volta successivamente allontanato dall’incarico da Volodymyr Zelensky. Fedorov ha inoltre riferito di aver rifiutato le proposte di Zelensky per tornare a lavorare nel governo, nell’amministrazione presidenziale o nel Consiglio di sicurezza nazionale.





