Dopo quasi un decennio di stallo, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres arriva a Cipro per rilanciare il dialogo tra le due comunità dell’isola divisa. La sua visita, la prima da capo dell’ONU, segna un momento cruciale per un processo di pace che da anni pesa sui rapporti tra Grecia e Turchia, alleati nella NATO ma separati da una disputa che continua a condizionare anche le relazioni di Ankara con l’Unione Europea.
Guterres, il cui mandato scade nel 2026, incontrerà martedì il presidente greco‑cipriota Nikos Christodoulides e il leader turco‑cipriota Tufan Erhurman, prima di un incontro congiunto mercoledì nella zona cuscinetto ONU che attraversa l’isola.
Secondo i media locali, le Nazioni Unite avrebbero elaborato una serie di idee per colmare le divergenze, ma il Palazzo di Vetro nega l’esistenza di un piano definitivo. Christodoulides punta a riprendere i negoziati dal punto in cui si erano interrotti nel 2017, basandosi sul modello di federazione bizonale e bicomunale sostenuto dall’ONU.
Erhurman, eletto nel 2025, ha riaperto la prospettiva federale dopo anni di richieste di una soluzione a due Stati, ma chiede garanzie sull’uguaglianza politica e regole chiare prima di avviare nuovi colloqui. Cipro è divisa dal 1974, quando l’invasione turca seguì un colpo di stato orchestrato dai militari greci. Da allora, una forza di pace delle Nazioni Unite — una delle più longeve al mondo — sorveglia una linea di cessate il fuoco lunga 180 chilometri.
Il sud, governato dai greco‑ciprioti, rappresenta l’intera isola nell’UE; il nord è controllato da un’amministrazione turco‑cipriota riconosciuta solo da Ankara. Il nodo più delicato resta il ruolo della Turchia in un eventuale accordo. I greco‑ciprioti rifiutano qualsiasi coinvolgimento diretto di Ankara, mentre i turco‑ciprioti lo considerano indispensabile. La posizione ufficiale turca — due Stati separati — è respinta da Atene e Nicosia, ma Guterres spera di riaprire almeno un canale di dialogo.





