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MARCO ANTONIO RUBIO SEGRETARIO DI STATO USA, SERGEI LAVROV MINISTRO ESTERI RUSSIA

Ucraina, incontro Rubio-Lavrov a Manila: Washington cerca “nuove idee”, Mosca: no altre armi a Kiev

Zelensky parla con Witkoff e Kushner, mentre l’Unione europea approva il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Attacchi russi su Pavlograd, Kherson e Kharkiv; droni ucraini contro una raffineria a est di Mosca.
venerdì, 24 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Gli Stati Uniti tentano di rilanciare il negoziato sull’Ucraina con “nuove idee”, ma il confronto con Mosca resta segnato da forti divergenze. A Manila, a margine del vertice dell’Asean, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha incontrato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, che ha definito “inammissibili” ulteriori forniture di armi a Kiev. Secondo il ministero degli Esteri russo, il colloquio è stato richiesto da Washington. Lavrov ha illustrato a Rubio la situazione lungo la linea del fronte e ha accusato i Paesi europei di continuare a perseguire una “sconfitta strategica” della Russia. Ha tuttavia confermato, sempre secondo Mosca, la disponibilità a una soluzione politica e diplomatica del conflitto e l’impegno a proseguire sulla base delle proposte avanzate dagli Stati Uniti in Alaska. Rubio ha riconosciuto che le ipotesi formulate finora “non erano accettabili per l’Ucraina all’epoca” e probabilmente lo sarebbero ancora meno oggi.

Se arriverà la pace, sarà grazie a nuove idee e nuovi concetti”, ha dichiarato, assicurando che Washington è pronta a svolgere “un ruolo positivo” qualora si creassero le condizioni. Il segretario di Stato ha aggiunto che Donald Trump considera il conflitto “una guerra stupida” e “insensata”. “Vogliamo che finisca, ma non accadrà in una conferenza stampa o in un singolo incontro: servirà molto lavoro”, ha detto Rubio.

I contatti di Zelensky

Parallelamente, Volodymyr Zelensky ha parlato con gli inviati di Trump Steve Witkoff e Jared Kushner. Il presidente ucraino ha definito il colloquio “positivo e importante” per “rivitalizzare la diplomazia e avvicinare la pace”, ribadendo che Kiev punta a “una pace dignitosa”. Secondo media ucraini, Zelensky starebbe inoltre valutando una visita a Washington la prossima settimana, in occasione dei funerali del senatore Lindsey Graham, durante la quale potrebbe incontrare Trump. Anche il Vaticano mantiene aperta l’ipotesi di un viaggio di Papa Leone XIV a Kiev. L’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, ha spiegato che la Santa Sede sta valutando tempi e modalità affinché un’eventuale visita possa offrire un contributo concreto alla pace.

Nessuna intesa sul negoziato

Nonostante la ripresa dei contatti, dal confronto di Manila non sono emerse proposte operative né un calendario per la riapertura dei negoziati. Washington si è detta pronta a lavorare su formule nuove, mentre Mosca ha ribadito la propria opposizione a ulteriori forniture militari occidentali a Kiev. Restano quindi distanti le posizioni sia sulle condizioni di un eventuale accordo sia sul sostegno armato all’Ucraina. La fragilità del quadro è confermata anche dalla situazione nel Mar Nero. Gli armatori hanno sospeso volontariamente gli scali delle navi mercantili nei porti ucraini per ragioni di sicurezza, senza che il governo di Kiev imponesse un divieto formale. La decisione rischia di rallentare le esportazioni del Paese, soprattutto quelle agricole, già esposte agli attacchi contro i porti e la navigazione commerciale.

Nuove sanzioni e attacchi

I rappresentanti permanenti dei Ventisette hanno intanto raggiunto l’accordo sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, quello con il maggior numero di nuovi inserimenti negli elenchi restrittivi degli ultimi quattro anni.

Il price cap sul petrolio russo resterà congelato per dodici mesi. Le misure colpiscono il settore finanziario, le criptovalute, l’industria militare e nuove navi della “flotta ombra”, oltre ai soggetti che ne sostengono le attività. Sono previste anche restrizioni al rilascio dei visti per gli ex combattenti russi. Sul terreno, un missile russo ha colpito uno stabilimento alimentare a Pavlograd, nella regione di Dnipropetrovsk, uccidendo tre persone e ferendone diciannove. Altri attacchi hanno causato un morto e venti feriti nella regione di Kherson e un morto e undici feriti in quella di Kharkiv. A Odessa sono stati registrati danni alle infrastrutture. Droni ucraini avrebbero invece colpito una piccola raffineria a Novospasskoye, circa 500 chilometri a est di Mosca, provocando un vasto incendio. Un altro presunto attacco ha interessato una stazione di pompaggio petrolifera nel Bashkortostan.

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