Il sindaco della città di Temoac, nello stato centrale di Morelos, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco all’interno del municipio, secondo quanto confermato mercoledì dalle autorità locali. Valentín Lavín, alleato del partito di sinistra della presidente Claudia Sheinbaum, era già sopravvissuto a un attentato armato lo scorso gennaio. La sua morte riaccende l’allarme sulla crescente vulnerabilità dei funzionari locali nelle regioni dove operano i cartelli della droga. Il corpo del sindaco è stato ritrovato da esperti forensi e agenti di polizia all’interno degli edifici governativi.
La procura dello stato ha annunciato l’avvio di un’operazione per identificare e arrestare i responsabili, senza fornire ulteriori dettagli. Morelos, situato vicino alla capitale, è da anni teatro di scontri tra gruppi criminali che si contendono il controllo delle rotte del narcotraffico. Secondo i dati ufficiali, quasi 100 sindaci sono stati assassinati in Messico dal 2006, anno in cui la violenza legata ai cartelli ha subito un’impennata. Dall’insediamento dell’attuale governo, nell’ottobre 2024, 14 sindaci sono stati uccisi, tre dei quali nel 2026, secondo quanto riportato da Uno TV.
L’omicidio di Lavín si aggiunge a una lunga lista di attacchi contro figure politiche locali, spesso prese di mira per la loro opposizione ai gruppi criminali o per il controllo delle risorse municipali. Il Paese era già stato scosso lo scorso novembre dall’uccisione del sindaco Carlos Manzo, nello stato di Michoacán, durante le celebrazioni del Giorno dei Morti. E solo la settimana scorsa, aggressori armati hanno ucciso il marito di una consigliera comunale, ferendo la politica e sua figlia mentre la famiglia si recava a una cerimonia scolastica. La presidente Sheinbaum ha dichiarato il 14 luglio che gli omicidi in Messico si sono “quasi dimezzati” da settembre 2024, attribuendo il calo alle politiche di sicurezza adottate dal suo governo.





