Gli Stati Uniti hanno completato la decima notte consecutiva di bombardamenti sull’Iran, ampliando l’offensiva destinata a ridurre la capacità di Teheran di minacciare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Secondo il Centcom, sono stati colpiti centri di comando militari, postazioni della difesa aerea e della sorveglianza costiera, reti di comunicazione, capacità marittime e siti per il lancio di missili e droni.
Esplosioni sono state segnalate a Bandar Abbas, Sirik, Shiraz e Abadan. L’agenzia iraniana Irna ha riferito che alla periferia di Abadan è stato centrato un sito civile, senza vittime, e che un missile americano ha colpito le montagne attorno a Shiraz. Le autorità di Isfahan hanno invece smentito attacchi nella provincia.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che il Paese si trova ormai in una “guerra su vasta scala”. La nuova ondata americana arriva mentre il traffico nello Stretto resta fortemente ridotto e i raid aerei non sono finora riusciti a sottrarre a Teheran il controllo della rotta strategica.
La risposta iraniana nel Golfo
I Pasdaran hanno rivendicato attacchi contro installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait. In Bahrein avrebbero colpito due sistemi di difesa aerea e un radar in altrettanti avamposti, oltre a un data center di Amazon; in Kuwait sistemi antimissile, radar, apparati satellitari e lanciatori Himars nella base di Arifjan. Le autorità dei due Paesi hanno annunciato l’attivazione delle difese aeree, mentre il Bahrein ha riferito di avere intercettato diversi vettori.
“Il nemico deve prepararsi a ulteriori ondate di droni e ad attacchi missilistici ancora più decisi e potenti”, hanno avvertito le Guardie Rivoluzionarie. La Giordania ha intanto comunicato di avere abbattuto cinque droni e tre missili iraniani, senza vittime né danni.
La tensione resta alta anche in mare. I Pasdaran hanno annunciato di avere fermato due petroliere che tentavano di attraversare la “Rotta Meridionale” di Hormuz, non riconosciuta da Teheran, dopo esplosioni e incendi a bordo. L’agenzia britannica Ukmto sta inoltre indagando sulla segnalazione di una petroliera colpita da un proiettile non identificato al largo dell’Oman.
Trump tra tregua e nuova offensiva
Secondo Axios, Qatar, Egitto, Pakistan e Oman stanno promuovendo una tregua di dieci giorni che consenta di riaprire Hormuz e rilanciare i negoziati. Donald Trump starebbe valutando se accettare la pausa oppure autorizzare una più vasta offensiva congiunta con Israele.
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha però frenato: “Al momento, lo Stato di Israele non ha alcun interesse a unirsi alla campagna”. “La situazione attuale ci è favorevole”, ha aggiunto, assicurando che il Paese resta pronto “a qualsiasi scenario”.





