Gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran per la decima notte consecutiva, mentre Teheran ha risposto con nuove ondate di missili e droni contro basi americane e infrastrutture dei Paesi del Golfo. Le difese aeree di Kuwait e Bahrein sono entrate più volte in azione; la Giordania ha annunciato di avere intercettato tre missili e cinque droni iraniani.
I Pasdaran hanno rivendicato attacchi contro installazioni statunitensi in Kuwait e Bahrein, sostenendo di aver colpito sistemi di difesa, radar e apparati satellitari. “Il nemico deve prepararsi a ulteriori ondate di droni e ad attacchi missilistici ancora più decisi e potenti”, hanno avvertito. Le Guardie rivoluzionarie hanno inoltre dichiarato di avere distrutto un data center di Amazon in Bahrein, notizia non verificata da fonti indipendenti.
Il Kuwait ha accusato l’Iran di avere colpito per il quarto giorno consecutivo centrali elettriche e impianti di desalinizzazione, provocando incendi. Il Bahrein ha denunciato “un’aggressione sistematica” contro i civili e riferito di avere abbattuto diversi vettori. Washington ha intanto invitato i cittadini americani nel mondo a “prestare maggiore attenzione”, per il rischio di attacchi contro sedi diplomatiche e obiettivi legati agli Stati Uniti.
Le perdite americane
Secondo il Pentagono, quasi cento militari statunitensi sono rimasti feriti dal 7 luglio, soprattutto per lievi commozioni cerebrali. Dall’inizio del conflitto diciassette soldati sono morti in azioni ostili o incidenti e uno risulta disperso. Donald Trump ha promesso che “Teheran pagherà molte volte per ogni soldato ucciso”.
Il Wall Street Journal ha riferito che l’attacco iraniano contro la base giordana di Muwaffaq Salti, costato la vita ad almeno due militari, ha centrato i moduli prefabbricati nei quali le truppe vivevano e dormivano. Tre missili sarebbero riusciti a superare le difese americane, mostrando la difficoltà di proteggere i circa 50 mila soldati Usa presenti nella regione.
I raid statunitensi hanno colpito le aree di Bandar Abbas, Sirik, Shiraz e Abadan. Teheran ha chiesto all’Aiea di intervenire dopo il bombardamento del sito nucleare di Darkhovin-Karun, denunciando una “grave violazione” del diritto internazionale. Secondo il Wsj, l’intelligence israeliana ritiene inoltre che l’Iran abbia trasferito migliaia di centrifughe nei tunnel sotterranei di Pickaxe Mountain.
Minaccia degli Houthi
La crisi resta concentrata sullo Stretto di Hormuz. I Pasdaran hanno annunciato di avere fermato due petroliere lungo una rotta non riconosciuta da Teheran, dopo esplosioni e incendi a bordo. L’agenzia britannica Ukmto ha segnalato separatamente che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato al largo dell’Oman.
Un secondo fronte potrebbe aprirsi a Bab el Mandeb. Gli Houthi yemeniti, alleati dell’Iran, hanno annunciato un blocco navale contro l’Arabia Saudita e avvertito le compagnie di non utilizzare i porti sauditi. “Alle navi è vietato caricare o scaricare merci nei porti sauditi”, si legge nel messaggio visionato dalla Reuters.
Le imbarcazioni che violeranno il divieto “potrebbero essere prese di mira in qualsiasi luogo” raggiungibile dal movimento. Israele continua intanto a tenersi fuori dalla campagna americana. “Al momento non abbiamo alcun interesse a unirci al conflitto”, ha dichiarato il ministro Bezalel Smotrich.
I tentativi di mediazione
Sul piano diplomatico, il ministro dell’Interno iraniano Eskandar Momeni ha avviato in Pakistan colloqui con i mediatori regionali, mentre l’accordo ad interim tra Teheran e Washington viene considerato fallito. Momeni ha incontrato il capo dell’esercito pakistano Asim Munir e avrebbe dovuto vedere anche il premier Shehbaz Sharif.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha inoltre riferito di avere intensificato i contatti con la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei per affrontare la crisi.
Gaza
A Gaza, un attacco israeliano contro un’abitazione ha ucciso una coppia e i loro quattro figli, tra i cinque e i dodici anni. L’esercito israeliano ha confermato il raid, sostenendo che l’obiettivo fosse un membro di Hamas e che fossero state adottate “misure precauzionali” per limitare le vittime civili. È la seconda famiglia sterminata in pochi giorni durante un bombardamento contro una casa nella città.
Secondo il ministero della Salute di Gaza, dall’inizio della guerra sono stati uccisi 73.293 palestinesi e oltre 173.900 sono rimasti feriti. L’Unicef ha registrato inoltre più di 9.300 casi di varicella dall’inizio di luglio, soprattutto nei campi sovraffollati di Khan Yunis. L’Idf ha infine confermato la costruzione di una barriera lungo la Linea Gialla, che separa oltre metà della Striscia sotto controllo israeliano dal resto del territorio, e ha annunciato l’uccisione di due comandanti di Hamas coinvolti nell’attacco del 7 ottobre 2023.





