Le forze ucraine hanno colpito nella notte un deposito petrolifero a Mikhailovsk, nel Krai di Stavropol, in Russia. Si tratta del terzo attacco contro la stessa infrastruttura nel giro di poche settimane. Secondo fonti ucraine, sono stati presi di mira anche diversi obiettivi nei territori occupati dalle forze russe.
I raid di Mosca
La risposta di Mosca è arrivata con una nuova ondata di attacchi su larga scala contro diverse città ucraine. Secondo le autorità di Kiev, le forze russe hanno impiegato 125 droni, 25 missili balistici, 10 missili ipersonici Zircon e altri sei missili di diverso tipo. Il bilancio complessivo degli attacchi è di almeno 20 morti e 142 feriti.
Kiev e Sumy sotto attacco
A Kiev, potenti esplosioni hanno scosso diversi quartieri della capitale. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito di un morto e 16 feriti, definendo l’attacco uno dei più pesanti condotti con missili balistici contro la città.
A Kharkiv è stato colpito il terminal del servizio postale, causando quattro morti e 19 feriti. A Izium, sempre nella regione di Kharkiv, un missile ha centrato un edificio residenziale di cinque piani: 17 i feriti, tra cui un bambino di un anno. Nella stessa regione altri bombardamenti hanno provocato due morti e 20 feriti.
Raid hanno colpito anche la regione di Sumy, dove un attacco con bombe plananti ha causato un morto e tre feriti, mentre un’altra persona è rimasta uccisa in un successivo bombardamento. Il ministro degli Esteri ad interim Andrii Sybiha ha denunciato che uno degli attacchi ha centrato un centro di riabilitazione per adulti e bambini con disabilità. A Odessa il bilancio è di tre morti, tra cui un ragazzo di 16 anni, e 12 feriti, compresi un bambino di due anni e una ragazza di 17.
Mosca: preso il villaggio di Volnoye
Sul fronte orientale, il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di Volnoye, nella regione di Dnipropetrovsk, sostenendo che le unità del gruppo di forze orientali abbiano sfondato le linee difensive ucraine e continuino ad avanzare. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Interfax e non risulta al momento verificata da fonti indipendenti.
Zelensky, nuove critiche per il rimpasto
Sul piano politico, continua a far discutere il rimpasto di governo voluto dal presidente Volodymyr Zelensky. Le dimissioni del giovane e popolare ministro della Difesa Fedorov, maturate dopo il deterioramento dei rapporti con il comandante in capo Oleksandr Syrsky, considerato vicino al presidente, hanno alimentato proteste di piazza, un evento raro anche nella capitale. Zelensky ha inoltre nominato Oleksandr Poklad capo ad interim del Servizio di sicurezza dell’Ucraina.
Incontri e sostituzioni
Nelle ultime ore il presidente ucraino ha confermato di aver incontrato tre alti comandanti delle Forze armate — Mykhailo Drapatyi, Volodymyr Horbatiuk e Oleh Apostol — all’indomani delle indiscrezioni su una possibile sostituzione del comandante in capo Syrsky. Nel messaggio pubblicato su Telegram, Zelensky non ha fatto riferimento diretto al futuro del vertice militare, spiegando che i colloqui hanno riguardato l’andamento delle operazioni nelle regioni di Sumy, Kharkiv, Luhansk e Donetsk, oltre alla necessità di rafforzare la difesa aerea e accelerare la produzione di droni. “Non dobbiamo perdere neppure un giorno nella difesa dell’indipendenza dell’Ucraina, delle nostre posizioni e della nostra popolazione”.





